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Mercoledì, 18 Maggio 2022
A Cremona / Lugagnano Val D'Arda

Botte a carabinieri e sanitari che la soccorrono, poi si scusa: «Ero ubriaca»

Una 30enne residente a Lugagnano è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri. Era a terra e priva di sensi nei pressi di una stazione di servizio: all’arrivo della pattuglia si è dimenata colpendo al volto un militare

Distesa a terra e apparentemente priva di sensi. Coì una 30enne romena di Lugagnano è stata trovata da alcuni passanti dietro il bar di una stazione di servizio a Cremona, la sera del 7 dicembre. All’arrivo dei militari e dei sanitari del 118, intervenuti per soccorrerla, si è sottratta all’identificazione e ha iniziato a spintonare e colpire al volto i carabinieri. Per lei, che ha alle spalle precedenti di polizia, è scattata la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e per non aver fornito il documento di identità.

I fatti sono accaduti alle 20 del 7 dicembre quando, alla centrale operativa del 112 di Cremona, è giunta la segnalazione di una donna sdraiata sull’asfalto e che non rispondeva ai passanti che l’avevano notata. Quando sul posto è arrivata la pattuglia del Radiomobile, i carabinieri hanno subito capito che la 30enne era in stato di ebbrezza e hanno richiesto l’intervento di un’ambulanza. A quel punto, in preda all’alcol, si sarebbe «rivolta a militari e sanitari – si legge in una nota dell’Arma – con offese di ogni genere, rifiutandosi di consegnare i documenti spintonando con forza tutti i presenti che si sono visti costretti ad allontanarsi». Nel tentativo di dimenarsi avrebbe colpito al volto uno dei militari e con non poca fatica è stata fatta salire sull’auto di servizio e portata in caserma. Qui, «un atteggiamento aggressivo verso tutti i militari», avrebbe «spintonato chiunque si avvicinava a lei, prendendo a calci le porte e gli arredi». È stata bloccata e perquisita, permettendo ai carabinieri di trovare un documento che ne ha permesso l’identificazione. La 30enne, denunciata per resistenza e per essersi opposta all’identificazione, dopo essersi tranquillizzata avrebbe «chiesto scusa per il suo comportamento dovuto all’abuso di alcol» - conclude la nota dell’Arma.

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