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Un momento della protesta

Un momento della protesta

Protesta contro Carbonext: «Ascoltateci, rappresentiamo 6mila cittadini»

Trabucchi (comitato "Basta nocività in Valdarda"): «Oggi in Provincia si deciderà se approvare l'istruttoria pubblica, una riunione dove si potrà presentare il progetto di Carbonext e i cittadini potranno fare le loro osservazioni»

«Noi, come le 6mila persone che hanno partecipato alla nostra raccolta firme - afferma Trabucchi del comitato "Basta Novità in Valdarda" - non vogliamo Carbonext. Chiediamo inoltre di essere ammessi agli incontri che parlano del futuro del nostro territorio». 

Nella mattinata del 20 ottobre si è tenuta la protesta contro Carbonext davanti alla Provincia. Tra i manifestanti c'erano anche gli agricoltori della Valdarda. I gruppi "Basta nocività in Valdarda", "Aria pulita in Valdarda" e "Legambiente Piacenza" hanno svolto il loro presidio fuori dalle mura della Provincia in quanto, nonostante avessero chiesto di essere presenti, non sono stati ammessi alla conferenza dei servizi per decidere del progetto Carbonext.  All'interno della Provincia invece erano presenti i sindaci di Lugagnano, Vernasca, Morfasso, i rappresentanti di Apr e Provincia. 

«Oggi in Provincia - interviene Marcello Trabucchi del comitato "Basta nocività in Valdarda" e "Aria pulita in Valdarda" - si deciderà se approvare l'istruttoria pubblica, una riunione dove si potrà presentare il progetto di Carbonext e i cittadini potranno fare le loro osservazioni»: speriamo che la proposta, portata avanti dal Comune di Lugagnano, sia approvata. Siamo davanti al palazzo dove si tiene la conferenza dei servizi per decidere del progetto Carbonext, per cercare di tutelare sia la salute dei cittadini che il futuro delle nostre aziende agricole. Nessun consumatore vorrà più acquistare ciò che verrà prodotto a poche centinaia di metri da un inceneritore. Siamo qui per rappresentare 6mila persone che hanno partecipato alla nostra raccolta firme nei mesi scorsi e che vogliono tutelare la loro terra». 

«Siamo circa 100 aziende di tutta la Valdarda - spiega Danilo Saccardi del "Comitato cittadino per l'ambiente rurale" - e vogliamo discutere degli effetti che potrebbero avere questi metalli pesanti sul suolo agrario». 

«Il cementificio Buzzi Unicem - continua Trabucchi - ha risposto alle nostre osservazioni con controdeduzioni ma noi abbiamo a nostra volta replicato con una ventina di lettere mirate in quanto Buzzi Unicem aveva proposto dati sbagliati: il dottor Valerio Gennaro, dopo aver analizzato le affermazioni divulgate, ha spiegato come l'Usl abbia consegnato dati non completi. Per esempio si parlava della mortalità del comune di Vernasca ma non di quella di tutta la Valdarda».  L'eventuale approvazione del progetto avverrà in novembre. 

«Noi abbiamo chiesto - conclude Trabucchi - di essere ammessi all'incontro anche solo come uditori ma ci hanno risposto che non è prassi: in Emilia-Romagna nella valutazione di impatto ambientale non fanno nemmeno entrare chi vuole partecipare». 

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IL COMUNICATO DEL COMITATO

I Comitati "Basta nocività in Val d'Arda", "Aria pulita in Val d'Arda" e “Cittadini per l'ambiente rurale” insieme a "Legambiente Piacenza" hanno organizzato questa mattina, 20 ottobre, davanti alla sede della Provincia di Piacenza dove si è riunita la quarta Conferenza Dei Servizi, un sit-in dal simbolico titolo “...la Lotta continua...” con cartelloni, striscioni e la presenza degli unici prodotti che danno vero valore aggiunto alla  Val d'Arda: quelli legati alla terra e all'agricoltura. Il sit-in è l'unico modo che i cittadini hanno oggi per riuscire a “farsi ascoltare” dalle istituzioni ed Enti e portare ancora una volta all'attenzione dei componenti la Conferenza le ragioni del proprio dissenso nei confronti del progetto “CarboNeXT” di Buzzi-Unicem di cui si discute all'interno del palazzo...

La partecipazione dei cittadini, questa sconosciuta:

Dal momento che alla popolazione che “subirà" il progetto viene sistematicamente negata la possibilità di assistere alla Conferenza dei servizi, anche solo come semplice uditore, in quanto solo gli Enti che esprimono pareri o istanze ed il Comune di Lugagnano, perché interessato dal progetto, sono stati ammessi, rimane purtroppo solo il Sit-In come unica forma di “partecipazione” lasciata ai cittadini, oltre al deposito delle osservazioni ed a documenti scritti. La richiesta di partecipazione alla conferenza dei servizi inoltrata da tutti e tre i Comitati e da Legambiente  è stata scandalosamente rifiutata con la laconica spiegazione che i cittadini hanno sì il diritto di intervenire nel procedimento, ma questo diritto si esplica solamente o mediante la consultazione degli atti o il deposito di memorie scritte e documenti! La Conferenza dei Servizi resta un luogo segreto, negato alla presenza dei cittadini, anche solo come uditori. Se sono queste la partecipazione e la trasparenza promesse dalla Regione e dalla Provincia, nei procedimenti in cui si decide il futuro di intere valli e con impatti diretti e massicci sulla vita di migliaia di persone, risulta evidente che qualcosa, nelle nostre leggi nazionali e sopratutto regionali e nell’interpretazione assurdamente restrittiva che ne dà la nostra Provincia nella Conferenza in corso, non funziona ed andrebbe cambiato. Di quale partecipazione si sta parlando altrimenti?Cosa vuole fare l'assessore Paola Gazzolo per migliorare questa ingiusta situazione?

La partecipazione nella conferenza dei Servizi: i Comuni imbavagliati:

Restando in tema di partecipazione e di ascolto del territorio; dal momento che all’ordine del giorno della Conferenza dei Servizi di stamattina è stata inserita la richiesta fatta dai sindaci di Morfasso e Castell’Arquato di essere ascoltati, perché ammessi in modo indegno come soli uditori all’interno della  Conferenza e non come Comuni coinvolti dal progetto, con diritto di partecipazione attiva, come invece giustamente avvenuto per Lugagnano, ecco che il nostro Sit-In diventa anche un modo per sottolineare questa assurdità, denunziando l'arroganza di una decisione presa, secondo noi, arbitrariamente dalla Conferenza dei Servizi, che di fatto ha impedito a due comuni di rappresentare i diritti dei loro cittadini a fronte di un progetto che chiaramente li coinvolge, e questo solo in base ad un calcolo delle ricadute degli inquinanti assolutamente arbitrario e risibile. Di cosa si ha paura in Provincia? Cosa non si vuole fare ascoltare ai cittadini ed ai Comuni della Val d'Arda? Eppure la presenza dei cittadini e dei Comuni nella conferenza dovrebbe invece essere non solo un indice di trasparenza e correttezza del procedimento, ma anche di tutela per i componenti stessi della Conferenza. E' chiaro anche ad un bambino che almeno le tre Amministrazioni, dato il forte coinvolgimento in termini di effetti relativi all'eventuale del progetto, sia a livello ambientale che sanitario, dovrebbero poter partecipare alla Conferenza dei servizi A PIENO TITOLO e non solo come uditori, al pari del Comune di Vernasca. Ora che esiste l’Unione dei Comuni dell'Alta Val d'Arda, che tanti servizi ed uffici sta accorpando e unificando, questa sarebbe anche l’occasione per darle una reale valenza territoriale, ad esempio nominando democraticamente un unico referente dei quattro Comuni che porti sui tavoli delle istituzioni l’interesse dell’intera valle, e non solo quelli del comune di Vernasca, da sempre a fianco del cementificio.

La Val d’Arda ad un Bivio: Quale sviluppo futuro?

Oggi davanti alla sede della Provincia di Piacenza cercano di farsi ascoltare, oltre ai semplici cittadini, anche i rappresentanti di diverse aziende agricole della Val d'Arda, riuniti da qualche mese nel Comitato “Cittadini per l'ambiente rurale”. Con loro portano i prodotti del proprio lavoro, i prodotti che, sulla carta, le Istituzioni dichiarano di tutelare e proteggere, ma che sarebbero i primi esposti al rischio più rilevante in caso di approvazione del progetto CarboNeXT: un forno che brucia rifiuti diviene di fatto un inceneritore, i consumatori non si fanno abbindolare dal Decreto Clini (che vorrebbe definire “prodotto” ciò che invece è rifiuto indifferenziato a tutti gli effetti), chi mai potrebbe scegliere di acquistare un qualunque prodotto del mondo agricolo che cresce, si sviluppa e viene preparato a poche centinaia di metri dal camino dell'inceneritore di fatto? Il peso delle attività che questi agricoltori rappresentano controbilancia a pieno la quantificazione economica che Buzzi Unicem dà dell'investimento relativo all'adattamento degli impianti per l'accoglimento del CarboNeXT (6.500.000€ circa); perché allora la Conferenza dei Servizi non deve accettare che questi possano per lo meno assistere allo svolgimento del procedimento di Valutazione del progetto? Queste persone corrono un rischio enorme: oltre a subire gli impatti sulla propria salute e sulla salubrità ambientale dell'ambiente in cui lavorano e da cui traggono le proprie attività potrebbero dover sopportare una drastica crisi di mercato che si tradurrebbe in minori entrate, minore stabilità, minore sicurezza, rischio di dover ridurre l'attività e addirittura di dover chiudere le aziende. Quanto di tutto ciò è compatibile con il meraviglioso sogno della Val d'Arda come “Natural Valley” piacentina?

In sintesi, questo progetto, pieno di errori, omissioni , dannoso per la salute ed il territorio.  quale futuro prospetta alla Val d’Arda? Quale sviluppo?

Se venisse approvato il futuro sarebbe quello legato all’incenerimento dei rifiuti, perché questo è il CarboNeXT, al ciclo del cemento, all’inquinamento dell'aria e del terreno,  all’interesse economico, se pur legittimo, di un'azienda privata e multinazionale che tutela solo ed esclusivamente i propri investimenti. Noi tutti invece pensiamo che la Val d'Arda meriti molto di Più, un futuro legato al suo territorio, ricco di prodotti di qualità, agricoltura di eccellenza, coltivazioni ed allevamenti a filiera corta, ricchezze paesaggistiche e storiche. Agricoltura, turismo, allevamenti, agriturismi, economia circolare. questi sono i progetti su cui investire, in Val d'Arda,  non certo il Carbonext, i rifiuti ed il cemento.

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