Carceri da record: 20mila detenuti in più rispetto alla soglia regolamentare

Proteste nelle carceri di mezza Italia. Il caldo e il numero dei detenuti sono da record. Negativo. Sotto organico, ancora, gli agenti di vigilanza. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: situazione altamente critica. E per il 20 di luglio, il Dap a colloquio con i sindacati

Doppiato ieri il nuovo record di super affollamento nelle carceri italiane: 63.789 detenuti. Il limite definito “tollerabile” è di 87 “inquilini” in meno. La soglia regolamentare, poi, si ferma a quota 43mila unità: più di 20mila in meno.

Così, insieme al caldo, scoppiano anche le proteste. Secondo il Dap, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, è necessario alzare la guardia: sono almeno una trentina al giorno le case circondariali in subbuglio. Protestano i detenuti, battono le grate e protestano gli agenti sotto organico di almeno 5mila unità. Ieri si sono riuniti a Bologna: non è la prima né sarà l'ultima volta che si mobilitano.

Una situazione definita “altamente critica” anche dallo stesso Franco Ionta, numero uno del Dap, che ha deciso di convocare i sindacati per il 20 luglio prossimo e allo stesso tempo ha inviato a tutti i provveditorati una circolare dando indicazioni su come far fronte ai disagi del cado estivo.
  E' fissato per il 20 luglio l'incontro fra l'Amministrazione penitenziaria e i sindacati  

Disagio che si combatte confinando alla cella solo i detenuti a maggiore pericolosità. Gli internati low profile, invece, vi si ritireranno solo per dormire e trascorreranno la giornata “nelle aree e nei luoghi destinati ad attività sportive e ricreative”. Per far fronte all'incremento di suicidi o gesti autolesionistici (più evidente in estate), la circolare predispone  che sia potenziato “il servizio di fruizione dell'aria e dei passeggi”, senza giustificazione per il personale di sorveglianza.

“Nessuna asserita esigenza del personale potrà giustificare e comportare una contrazione del tempo” per questo servizio, scrive Ionta. Intanto si protesta nelle case circondariali di mezza Italia, a turno, come in un effetto domino. Anche alle Novate di Piacenza, carcere non nuovo a problemi di organico  e di logistica. E si continua a battere le inferriate, in attesa di una qualche soluzione.


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