Caritas, il presidente nazionale: «La testimonianza della carità è il volto bello della Chiesa»

Annuale convegno delle Caritas parrocchiali. I lavori sono stati aperti dal direttore Giuseppe Chiodaroli e  proseguiti con l'intervento "Misericordiosi come il Padre" del vescovo che ha esortato gli operatori ad essere sentinelle capaci di scorgere e individuare i tanti volti della povertà

Un momento del convegno

La Caritas non deve avere solo il compito di distribuire borse viveri, tutto ciò che inventa e  produce sul fronte della testimonianza della carità deve avere una funzione pedagogica e animare la comunità. Nel Dna della Caritas non vi è la solidarietà ridotta a un a gesto pietistico, ma la condivisione delle risorse, senza la parrocchia manca di un pilastro su cui reggersi. La testimonianza della carità è infatti il volto bello della Chiesa.  Oggi c’è una povertà culturale: quando prendiamo in considerazione l'emergenza profughi, generalmente siamo chiamati a giocare la nostra azione e la nostra sensibilità in funzione dell’accoglienza.

Ma bisogna andare oltre: alle ragioni che determinano i movimenti migratori. Papa Francesco ci ricorda che le opere di misericordia sono lo convegno caritas 3-2specchio attraverso il quale possiamo capire se viviamo da veri discepoli. Oggi a fronte di una popolazione mondiale di circa 7 miliardi, si produce per almeno 12 miliardi. Dunque il problema non è la scarsità di beni, ma la cattiva distribuzione. Questi alcuni dei “segni” indicati dal presidente nazionale della Caritas don Francesco Soddu al Centro “Il Samaritano”, nell’annuale convegno delle Caritas parrocchiali. I lavori sono stati aperti dal direttore Giuseppe Chiodaroli e  proseguiti con l’intervento “Misericordiosi come il Padre”  del Vescovo. Mons. Gianni  Ambrosio, il quale ha esortato gli operatori della Caritas ad essere sentinelle capaci di scorgere e individuare i tanti volti della povertà per offrire aiuto e capacità di ascolto, segni connaturali alla tradizione della Chiesa. 

In Diocesi - è scritto nel Dossier 2015 della Caritas diocesana curato da Massimo Magnaschi - sono presenti varie iniziative per rispondere alle povertà alimentari organizzate dalle Caritas parrocchiali, Gruppi Vincenziani, gruppi caritativi e altri organismi della società civile. Sono stimate intorno a 50.000 le borse viveri erogate all'anno dalla Chiesa piacentina-bobbiese di cui circa 6.000 dalla Caritas Diocesana. Ci sono poi importanti azioni realizzate in rete con la società civile e le istituzioni: il progetto "Piacenza solidale" (82.357 Kg) per la raccolta di cibo fresco dai supermercati e consegnato alle mense del territorio; il progetto "Da dono nasce dono" (maggio 12.500 kg circa) e la "Colletta alimentare" (novembre) per la raccolta del secco; il "Carrello solidale" di Castelsangiovanni, l'Emporio alimentare di Borgotaro; il progetto "AGEA" per la distribuzione del cibo proveniente dalla Comunità Europea. Il Comune di Piacenza, in rete con la Caritas Diocesana, la Croce Rossa ed altre realtà, sta progettando l'apertura di un Emporio alimentare in città per le nuove povertà temporanee legate alla disoccupazione. La Diocesi attraverso le parrocchie sta quindi rispondendo all'emergenza alimentare per le persone nullatenenti o persone che sacrificano il cibo per poter soddisfare altri beni di prima necessità (affitto, utenze, ecc). Il problema alimentare tuttavia ha in sé molteplici aspetti da non trascurare;  occorre infatti intervenire là dove l'emergenza si origina, intervenire per un cambiamento di mentalità sui nostri modi di vivere, ma soprattutto offrire un accompagnamento alle persone: dobbiamo offrire cibo e presenza, con nutrimento e relazione, condividendo, donando e facendo giustizia.

convegno caritas 2-2Un Centro di ascolto per essere tale non può limitarsi ad essere un distributore di derrate alimentari, ma deve porsi come mandato l'impegno dell'accompagnamento sapendo accordare e intrecciare il "distribuire" con l'''accompagnare''. Nelle scuole di ogni ordine e grado si moltiplicano le iniziative di raccolta di alimenti da offrire alle persone delle nostre mense o per le borse viveri. La Caritas è grata agli alunni, insegnanti, dirigenti e personale ausiliario perché con il loro gesto di solidarietà trasmettono vicinanza e affetto alle persone in difficoltà. La gratitudine è poi estesa ai molti i privati, alle aziende, agli enti: il loro aiuto condivide e allevia  il senso di ingiustizia che accompagna tante storie e aiuta anche gli operatori Caritas a  sentirsi meno soli nella lotta contro la povertà. I lavori del Convegno si sono conclusi con le testimonianze su “Povertà alimentare e percorsi di accompagnamento” degli operatori delle parrocchie San Giuseppe Operaio, Borgotaro, U.P Castelsangiovanni e Sarmato, del Cento di Ascolto Diocesano e dell’area Emergenze-mondialità-giovani della Caritas Diocesana. 

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