Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Carte d'identità false per incassare assegni, direttori di banca li scoprono e li fanno arrestare

Hanno cercato di aprire conti correnti per incassare assegni per un totale di circa 25mila euro presentando documenti falsi ma sono stati scoperti, messi in fuga e arrestati dai poliziotti della squadra mobile. In manette sono finiti tre pregiudicati napoletani di 57, 43 e 37 anni

Hanno cercato di aprire conti correnti per incassare assegni per un totale di circa 25mila euro presentando documenti falsi ma sono stati scoperti, messi in fuga e arrestati dai poliziotti della squadra mobile. In manette con l'accusa di possesso di documenti d'identificazione falsi sono finiti tre pregiudicati napoletani di 57, 43 e 37 anni. I tre sono anche stati denunciati per ricettazione, sostituzione di persona, uso di sigillo dello Stato contraffatto e tentata truffa in concorso. A scoprirli i direttori delle due banche prese di mira: hanno avvertito la polizia che tempestivamente poi li ha bloccati in auto in pieno centro. Materialmente i tre hanno intercettato cinque assegni da 6100, 4450, 4500, 7980, 4400 euro di indenizzi assicurativi destinati ad altrettante persone residenti a in Toscana, Lazio e Sicilia che li stavano aspettando per posta. Poi, i truffatori hanno fabbricato sei carte di identità elettroniche con le loro fotografie ma con i dati delle vittime, in modo tale da sostituirsi a loro e incassare i contanti. Il 6 settembre il 51enne è entrato nella Banca Popolare di Sondrio in piazzale Torino e ha cercato di mettere a segno la truffa ma incalzato dal direttore è scappato. Di lì la prima segnalazione alla centrale operativa del 113. Il giorno dopo ci ha riprovato, questa volta alla Banca Nazionale del Lavoro in piazza Cavalli: anche stavolta la truffa non è riuscita, e gli agenti della squadra mobile guidata da Serena Pieri, li hanno bloccati in via Sopramuro a bordo di una Fiat Punto. In un'intercapedine del sedile del passeggero i poliziotti hanno trovato sei carte d'identità elettroniche false e gli assegni. Sono stati portati in questura e al termine degli accertamenti arrestati su disposizione del pm Emilio Pisante. 

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