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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Caso Andy Rocchelli, la svolta: «Ucciso in un agguato»

A tre anni dalla morte del fotoreporter Andrea Rocchelli in Ucraina arriva una svolta. "La Procura di Pavia che sta indagando da allora è convinta - si legge sul Corriere.it - che il giornalista e il suo interprete siano stati uccisi volontariamente in un agguato e non in un incidente di guerra"

"Una tesi che in qualche modo collima con quanto sostenuto dalla famiglia e anche dall’unico sopravvissuto all’attacco (l’autista del taxi non venne mai identificato), il francese Roguelon. Proprio il reporter transalpino è stato interrogato venti giorni fa a Milano dai carabinieri del Ros, guidati dal colonnello Paolo Storoni", si legge sempre sul sito del Corriere

"Un trafficante d’armi - scrive Il Giorno - recluso in Libia potrebbe rappresentare una pista per un giallo che addolora Pavia da tre anni. Andy Rocchelli e il fixer Andrei Mironov si trovavano in Ucraina per documentare gli scontri armati nella regione di Donetsk. A tre anni da quei fatali colpi di mortaio contro l’auto su cui viaggiavano, l’inchiesta della Procura di Pavia seguita alla loro morte si intreccia con un’indagine del Ros di Ancona su un presunto trafficante di armi. E così potrebbe esserci una chiave di svolta per far luce sulla tragedia del fotografo trentenne e dell’interprete, tuttora avvolta nel mistero". 

"L'indagine prende il via da accertamenti sul sospetto trafficante, che vive in provincia di Ascoli Piceno. Secondo gli investigatori, l’uomo, estraneo alla vicenda di Rocchelli e Mironov, potrebbe avere avuto contatti con soggetti stranieri coinvolti. Non sarebbe stato un incidente, come inizialmente si era pensato. Drammi che purtroppo in zone di guerra possono succedere. Secondo le indagini, si sarebbe potuto trattare di «un atto appositamente studiato»".

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