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Cronaca Galleana / Via Giuseppe Manfredi

«Ecco come catturare il cinghiale alla Galleana, ci bastano un paio d'ore. Aspettiamo l'ok del Comune»

Intervista al responsabile della struttura modenese che si è resa disponibile a narcotizzare l'animale selvatico presente da giorni nel parco di via Manfredi: «Eravamo pronti a intervenire già da venerdì scorso»

«Catturare il cinghiale nel parco della Galleana? Se tutto va bene bastano due o tre ore al massimo. Eravamo già pronti a farlo la settimana scorsa». Piero Milani, responsabile del Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso”, il centro modenese specializzato nel recupero di animali selvatici, è ottimista circa la riuscita dell’operazione per la cattura del cinghiale che da giorni dimora all’interno del parco della Galleana, e la cui presenza ha reso necessaria la chiusura al pubblico per motivi di sicurezza. Ottimista certo, ma con qualche cautela dovuta «ad alcune variabili, soprattutto riguardo la vegetazione». Però Milani e il suo centro vantano già alle spalle innumerevoli interventi di questo genere tra Modena e Ferrara, tutti portati a segno con successo.

Milani ci spiega come avverrà, non appena il Comune di Piacenza darà l’ok, la cattura di quello che è stato soprannominato affettuosamente “il cinghiale Agostino”. «Si tratta di un semplice intervento con la tele narcosi (una siringa di anestetico sparata a distanza, ndr). In due o tre ore si riesce a fare. A dire il vero noi eravamo già pronti a intervenire fin da subito, da venerdì scorso quando il Comune di Piacenza ci ha contattato per la prima volta, ma poi non ci hanno più fatto sapere nulla».

E proprio le tempistiche di gestione della faccenda hanno innescato alcune polemiche, soprattutto tra i tanti residenti e frequentatori del parco che puntano il dito sulla lentezza delle operazioni.

«In questo caso - spiega l’esperto in cattura di cinghiali - il problema principale è prima di tutto quello di individuare l’animale nella vegetazione del parco, impresa non semplice visto che comunque non va messo in agitazione. Inoltre è molto importante considerare che non è come nei film che, non appena si spara la siringa, il cinghiale cade a terra addormentato. Innanzitutto il farmaco necessita di un un certo tempo per entrare in circolo e agire, e in quel lasso l’animale va tenuto sotto controllo. Inoltre bisogna fare in modo che, una volta accerchiato a distanza dal personale, non si agiti troppo, altrimenti l’adrenalina che entra in circolo può limitare o annullare l’azione della tele narcosi».
Una volta individuato e narcotizzato a distanza («venti o trenta metri sono sufficienti» afferma l’esperto modenese) Agostino verrà infilato dentro una cassa di legno realizzata appositamente per il trasporto, e portato in un luogo ancora da individuare, «ma che sarà il Comune a indicarci».
Dunque Milani è pronto ad addormentare la nuova mascotte della Galleana: «Però ho bisogno che il Comune mi metta a disposizione sufficiente personale, tra forestali e agenti provinciali, per attuare la cattura. Da solo ovviamente non ce la farei mai. Inoltre, in questi casi, ci serve anche il supporto del servizio veterinario dell’Asl così come prevede la normativa vigente».

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