Cene e benzina con la carta di credito di Tempi, battaglia tra accusa e difesa

L’ex presidente Botti e il suo vice Scaglioni in aula accusati di peculato e truffa: 35mila euro in 5 anni. Le difese: tutto regolare, utilizzo nell’ambito del lavoro dell’azienda

Peculato e truffa. Con queste accuse ha preso il via il processo a Paolo Botti e Pier Luigi Scaglioni, nel 2010 presidente di Tempi spa e vice presidente della stessa azienda. Secondo la procura, l’inchiesta è stata condotta dal pm Antonio Colonna, l’azienda pubblica sarebbe stata danneggiata dalle spese - cene, carburante, cambio delle gomme e altro - effettuate con la carta di credito aziendale: 35mila euro in cinque anni, dal 2006 al 2010. Secondo i difensori degli imputati, gli avvocati Paolo Fiori e Luigi Alibrandi, quelle spese sarebbero legittime perché effettuate durante il servizio o in occasione di impegni di rappresentanza di Tempi.

Davanti al collegio presieduto dal giudice Gianandrea Bussi - a latere Luca Milani e Ivan Borasi - sono comparsi i primi testimoni. Il luogotenente dei carabinieri, Pietro Santini, ha ricordato l’indagine, partita nel 2010, e risposto alle numerose domande di accusa e difesa. Un’udienza molto combattuta tra il pm Colonna e gli avvocati Fiori e Alibrandi, tanto che il presidente Bussi è intervenuto con energia in alcune occasioni.

GLI SCONTRINI E LE SPESE Secondo il sottufficiale del Nucleo investigativo (all’inchiesta ha partecipato anche il Nucleo presso l’Ispettorato del lavoro) molte delle spese di Botti sarebbero state giustificate solo dai nomi delle persone che, ad esempio, pranzavano con lui. Nomi scritti dietro lo scontrino dei ristoranti. Cene e pranzi in varie località, con amministratori pubblici o politici legati a Tempi (rappresentanti del Comune o della Provincia, cioè i proprietari di Tempi).

In altri casi, come ad esempio, i rifornimenti di benzina, non esisterebbe un documento giustificativo. Per quanto riguarda Scaglioni, invece, Santini ha sottolineato come non sia mai esistita una pezza giustificativa. L’investigatore, poi, ha descritto alcune spese come i tanti rifornimenti di benzina in pochi giorni e il cambio degli pneumatici, un cambio inutile perché l’auto era in leasing e il contratto prevedeva già la manutenzione.

La difesa ha, invece, evidenziato che la delibera del Cda di Tempi prevedeva, oltre a compenso e rimborsi, che Botti avesse anche un’auto a uso promiscuo. Tempestando di domande i due testimoni - Santini e un altro carabiniere dell’Ispettorato del lavoro, Argante Franza - Fiori e Alibrandi sono arrivati alla conclusione che i due testimoni non abbiano escluso che le spese fossero legate al mandato. Inoltre, i difensori hanno dimostrato che alle cene c’erano persone legate al Trasporto pubblico locale, oppure che i pernottamenti di Botti erano legati a incontri nella capitale o in altre città sempre per incontri o convegni sul trasporto.

L’INFORTUNIO SUL LAVORO Scaglioni, poi, era coinvolto anche in un infortunio sul lavoro avvenuto mentre andava al deposito dei bus ad Ancarano. Le indagini avevano portato alla luce come la denuncia fosse stata fatta solo sei mesi dopo. A Scaglioni era anche stata riconosciuta un’invalidità del 16%, elemento che gli aveva fatto avere un vitalizio di 250 euro al mese. Scaglioni, inoltre, era rimasto in infortunio dal luglio 2006 al febbraio 2007, percependo un’indennità di malattia dall’Inps. L’Ispettorato mandò i documenti alla procura e all’INAIL. Quest’ultimo ente disse che i soldi dell’indennità temporanea assoluta non erano dovuti e così Scaglioni dovette restituire 5000 euro. Inoltre, hanno affermato i carabinieri, durante il periodo dell’infortunio, Scaglioni aveva usato la carta di credito di Tempi.

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Per la difesa, la comunicazione dell’infortunio era di competenza dell’azienda e non del lavoratore. Così come era regolare la denuncia firmata da Botti (contestata dalla procura): in ogni azienda, hanno sintetizzato i difensori, il presidente firma gli atti dell’infortunio, ma non prepara la domanda né segue la pratica».
Il processo riprenderà in ottobre.

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