Centralinista di un ufficio pubblico accusato di essere un finto cieco

La Guardia di finanza ha scoperto che avrebbe presentato documentazioni non regolari per ottenere la certificazione di portatore di handicap

Agli atti risultava a tutti gli effetti “cieco” e “portatore di handicap”. Ma, al termine di un’approfondita indagine investigativa svolta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Piacenza in collaborazione con le fiamme gialle della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, sono state raccolte informazioni utili ad accertare l’effettiva posizione lavorativa di uomo di 49 anni, residente nel comune di Nocera Inferiore. I finanzieri, infatti, hanno scoperto che l’uomo, attraverso condotte idonee a fornire una falsa rappresentazione della realtà, avrebbe indotto in errore più medici conseguendo certificazioni non rispondenti al vero in ordine alle proprie capacità visive. Per questo era riuscito ad ottenere il riconoscimento della condizione di cieco parziale prima ed assoluto poi nonché portatore di handicap riuscendo inoltre ad avere dall’Inps di Nocera l’erogazione di circa 72mila euro tra una indennità mensile (da aprile 2001 a febbraio 2012) ed un assegno di accompagnamento da marzo 2012 ad oggi. Le attenzioni dei militari piacentini, che avevano dato il via all'indagine nel 2013, si erano concentrate sulle certificazioni presentate dall'uomo per ottenere lo status di non vedente, e che sarebbero risultate non regolari. Siccome i documenti erano stati presentati a Nocera, in provincia di Salerno, l'indagine è poi passata nelle mani dei colleghi campani.

Il presunto finto cieco era stato in grado di accedere ad un corso di formazione per centralinisti telefonici non vedenti conseguendo la relativa qualifica professionale tanto da richiedere ed ottenere l’iscrizione all’Albo Professionale Nazionale dei Centralinisti Telefonici non vedenti. Infine dall’agosto 2004 era stato assunto proprio in tale mansione presso un ufficio della Regione Emilia Romagna con sede a Piacenza, percependo stipendi per un importo complessivo di 235 mila e 630 euro.

IL COMMENTO DEL CONSIGLIERE REGIONALE MATTEO RANCAN -   La Regione Emilia Romagna proceda legalmente contro il finto cieco dipendente presso gli uffici della Regione Emilia Romagna nella città di Piacenza e metta in campo tutte le azioni necessarie per giungere al suo licenziamento”. Lo chiede con un’interrogazione alla giunta, il consigliere regionale piacentino Matteo Rancan commentando le notizie di cronaca. “Secondo quanto abbiamo appreso dai media – attacca Rancan -, la Guardia di Finanza ha scoperto un finto cieco, dipendente presso gli uffici della Regione Emilia Romagna nella città di Piacenza, che sarebbe riuscito a farsi riconoscere la condizione di cieco parziale prima e totale dopo, ottenendo dall'Inps l'erogazione di una indennità speciale dal 2001 al 2012 e un assegno di accompagnamento dal 2012 per oltre 72mila euro”. “Riuscito ad accedere a un corso per centralinisti non vedenti – continua l’esponente del Carroccio – avrebbe conseguito la qualifica professionale ottenendo l'iscrizione all'albo dei centralinisti telefonici non vedenti e, nel 2004, l’assunzione come centralinista non vedente negli uffici di Piacenza della Regione, percependo in totale circa 235 mila euro”. “Oggi scopriamo – tuona Rancan – che era rutta una finzione. Ora, considerato che tale comportamento danneggia fortemente l’immagine dell’istituzione regionale, oltre che risultare decisamente irrispettoso nei confronti delle persone effettivamente affette da disabilità, chiedo alla giunta non solo di procedere legalmente contro il dipendente in questione, ma anche di avviare tutte le pratiche per il suo licenziamento”. “Necessario poi – conclude - che la Regione richiami e sanzioni i responsabili che avrebbero dovuto valutare l’effettiva patologia della persona in questione”.

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