Cerca di ingannare i carabinieri ma il cane lo tradisce: in casa un laboratorio per produrre marijuana

A finire in manette un 22enne piacentino incensurato e nullafacente. Aveva trasformato la sua casa in un laboratorio professionale per la produzione di droga, nell'armadio anche 4 etti e mezzo di marijuana

I carabinieri della stazione Levante che hanno effettuato l'arresto e il maggiore Stefano Bezzeccheri

Da consumatore a produttore con l'allestimento di un laboratorio professionale per la produzione di marijuana nel cuore del Quartiere Roma. A finire in manette con l'accusa di produzione, coltivazione e detenzione di stupefacente un 22enne piacentino incensurato e nullafacente già noto alle forze dell'ordine come consumatore di droga. A mettergli le manette nella mattina del 31 ottobre i carabinieri della stazione Levante guidati dal maresciallo Marco Orlando. Lo hanno fermato per strada trovandogli addosso un coltello serramanico sporco di droga, poi, anche con l'aiuto dell'unità cinofila antidroga della guardia di finanza, gli hanno perquisito casa peccato che il giovane, convinto di farla franca, ha condotto i carabinieri nell'appartamento del fratello, ma il suo cane al guinzaglio lo tirava con forza verso quella vera, ossia un appartamento sullo stesso pianerottolo. I carabinieri hanno capito che qualcosa non andava e hanno così scoperto una vera centrale di produzione di droga. L'appartamento di circa 80 metri quadri era stato trasformato in un laboratorio professionale che avrebbe potuto produrre almeno, fanno sapere dall'Arma, 15 chili di "erba" di ottima qualità e con un thc elevatissimo per circa 150mila euro.  Le pareti erano state isolate per creare la temperatura ideale, mentre su alcuni tavoli erano poste sette lampade riscaldanti (700 euro l'una) con due vassoi contenenti in tutto 154 spugne dove sarebbero stati messi i semi, anch'essi trovati in alcune fialette in frigorifero e sequestrati. Non solo i militari hanno trovato un libro mastro con tutti i clienti (più di cento), chili di terriccio, litri di acceleranti chimici, un manuale per studiare la coltivazione, due bilancini, un grinder, una macchina per il sottovuoto con relativi sacchetti, due cellulari, decine di vasi dove le piantine, una volta nate, sarebbero state travasate, quasi duemila euro in contanti e 4 etti e mezzo di marijuana pronta da vendere e nascosta in un armadio in un sacchetto sottovuoto. E' stato arrestato su disposizione del pm Ornella Chicca che ha anche disposto il sequestro dell'appartamento-laboratorio. Ora si trova alle Novate.

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