Cgil, Cisl e Uil: «I test sierologici vengano fatti a tutti gli operatori sanitari e assistenziali»

I sindacati chiedono che vengano sottoposti ai test tutti gli operatori del comparto assistenziale

Il recente protocollo nazionale per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori dei servizi sanitari e socio sanitari/assistenziali ha previsto, tra l'altro, che tutti gli operatori vengano sottoposti prioritariamente ai test di laboratorio necessari a evidenziare un'eventuale positività al Covid-19. «Tuttavia – intervengono Giovanni Baiardi di Fp Cgil, Alberto Canepari di Cisl Fp e Gianmaria Pighi di Uil Pl - nonostante la previsione riguardi anche tutti gli operatori del comparto socio sanitario-educativo assistenziale, nonostante le parole di rassicurazione ai tg nazionali del governatore dell’Emilia-Romagna Bonaccini, si assiste, in particolare nelle strutture per anziani del territorio Piacentino, ancora ad un inspiegabile stand-by».

«Abbiamo avuto notizia dell'avvio presso l'Ausl dell'effettuazione dei test sierologici e dei tamponi in caso di riscontro di positività e auspichiamo perciò che venga calendarizzata al più presto l'estensione di tale misura di garanzia a tutti gli operatori del settore socio sanitario-educativo-assistenziale. Osserviamo che da alcuni giorni vengono forniti in maniera più regolare i dispositivi di protezione individuale. Riteniamo che questo però, per quanto fondamentale, non sia sufficiente a garantire la piena tutela sia dei professionisti che degli ospiti delle strutture: la certezza di una diagnosi che dia immediatamente avvio ai corretti percorsi di isolamento e terapia è fondamentale per prevenire il contagio nelle strutture residenziali e altresì per evitare il comprensibile panico ed esasperazione che si stanno diffondendo fra gli operatori (e che rischiano di avere ripercussioni psicologiche sugli stessi operatori rendendo ancora più problematica la gestione delle strutture che si prendono cura quotidianamente dei nostri cari). I lavoratori hanno bisogno di poter operare in sicurezza. Siamo consapevoli che eseguire test e tamponi a tutto il personale comporta un impegno importante, siamo già in clamoroso ritardo e ribadiamo perciò la nostra disponibilità al confronto, con i mezzi consentiti dall'emergenza, su temi che riteniamo di primaria importanza per tutelare, in primis, chi ci tutela».

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