Cgil scuola, contro le leggi dell'intolleranza: non siamo spie né razzisti

Pubblichiamo l'appello della Federazione Lavoratori della Conoscenza – Cgil, diffuso questo pomeriggio agli organi di informazione. “È evidente e per noi inaccettabile” si scrive “il disprezzo per la dignità e i diritti delle persone contenuti nel disegno di legge che introduce il reato di soggiorno illegale”

E' stato diffuso questo pomeriggio l'appello della Federazione Lavoratori della Conoscenza – Cgil contro il disegno di legge che introduce il reato di soggiorno illegale. Ecco il testo completo.

Come purtroppo non era difficile prevedere siamo arrivati alle leggi dell'intolleranza, in palese contrasto con la nostra Costituzione e con le convenzioni internazionali sui diritti fondamentali.

Con il disegno di legge già approvato dal Senato, e ora in discussione alla Camera, viene introdotto il reato di soggiorno illegale. L'art. 362 del codice penale obbliga i pubblici ufficiali, pena una sanzione pecuniaria, alla denuncia dei reati di cui siano venuti a conoscenza nell'esercizio delle proprie funzioni.

È chiara la posizione in cui si verrebbero a trovare i docenti e dirigenti scolastici nel momento dell'esercizio della propria professione.
Anche la soppressione dell'art. 35, comma 5, del D.Lgs. 286/1988 che prevedeva il divieto di segnalazione, da parte dei medici, dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno, produce effetti all'interno della scuola rispetto alle iscrizioni degli alunni immigrati che non avessero effettuato le vaccinazioni obbligatorie e che quindi debbono essere indirizzati alle strutture sanitarie per mettersi in regola.

  È evidente e per noi inaccettabile il disprezzo per la dignità e i diritti delle persone contenuti in questo disegno di legge  

È evidente e per noi inaccettabile il disprezzo per la dignità e i diritti delle persone contenuti in questo disegno di legge. Nei confronti della funzione educativa della scuola e della deontologia professionale dei docenti di questo paese, tutto questo rappresenta una violenza intollerabile che non possiamo che respingere.

Ci chiediamo che relazione esiste tra la tanto acclamata e propagandata volontà di inserire tra le materie scolastiche lo studio della Costituzione e la predisposizione di una legge che si pone agli antipodi di una normale lezione di educazione civica.

Una visione così gretta dei rapporti sociali, della funzione educativa della scuola, del ruolo e della funzione di chi ci lavora va respinta e combattuta con forza e per questo invitiamo tutti quanti, personale ATA, docenti e dirigenti scolastici a sottoscrivere l'appello all'obbiezione di coscienza.

Nelle prossime ore sarà possibile sottoscrivere on line sul sito www.flcgil.it il testo dell'appello sarà possibile firmare anche nelle sedi dell’FLC CGIL di Piacenza o inviando una e-mail all’indirizzo piacenza@flcgil.it


Piacenza, 23 marzo 2009

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