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L'arrivo dell'imputato in tribunale

L'arrivo dell'imputato in tribunale

Chiesti 30 anni di carcere per l'omicidio del cuoco del Sushi Wok

La richiesta del pm Emilio Pisante al termine della requisitoria per l'omicidio avvenuto nel ristorante di via Passerini. Lo stupore dell'imputato in aula

«Perché ha chiesto 30 anni?». E’ la domanda piena di stupore rivolta da Zhou Jiahui, il cinese accusato di aver ucciso con una coltellata alla schiena Zu Waiting, 53 anni, il cuoco del ristorante Sushi Wok il 1° ottobre 2014.

Questa mattina, 5 novembre, il pm Emilio Pisante ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Bersani di condannare a 30 anni di reclusione l’imputato, incensurato, giudicato con il rito abbreviato per omicidio volontario aggravato. Una pena severa, perché al cinese accusato di omicidio non sono state riconosciute le circostanze generiche e perché l’aggravante contestata era quella dei futili motivi. Il 19 novembre sarà la volta della difesa, con l’avvocato Paola Pepe, del Foro di Genova. «Il mio cliente - ha affermato - è rimasto colpito dalla pena e ha chiesto spiegazioni». Sul versante giudiziario ora al 25enne cinese - che si trova recluso nel carcere piacentino - potrebbe restare un’unica strada, per cercare di attenuare la condanna: la confessione. Il suo avvocato ha fatto sapere che il giovane vorrebbe rendere spontanee dichiarazioni nella prossima udienza, anche se non ha fatto cenno al contenuto. In realtà, il giovane subito dopo essere stato arrestato a Genova, mentre cercava di raggiungere la frontiera di Ventimiglia, aveva confessato alla polizia, ma poco dopo aveva ritrattato.

Avvocato Paola Pepe Genova-2All base del gesto del giovane aiuto cuoco (lui era il cuoco del sushi) ci sarebbero gli attriti con il capo cuoco sul posto di lavoro. Il 25enne, dopo l’ennesima lite, secondo gli investigatori della Squadra Mobile, avrebbe ucciso il suo superiore. Poi, la fuga. Il ragazzo era al lavoro - anche se in modo irregolare, tanto che il locale era stato sanzionato dall’Ispettorato del lavoro - da solo una settimana. E proprio questo breve periodo periodo di tempo, e la reazione così sproporzionata verso presunti soprusi, sono alla base dei futili motivi che gli sono stati contestati. Su questo si è fondata al requisitoria del pm Pisante, che ha citato numerose sentenza della Cassazione che vanno verso questa direzione, tra cui anche il fatto che essere incensurati non esclude l’aggravante dei futili motivi. E che potrebbe costargli 30 anni di carcere.


 

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