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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Chiude una 16enne in casa, blitz della polizia: romeno arrestato

Indagine lampo della Squadra mobile diretta da Salvatore Blasco. Per un 30enne ritenuto “persona pericolosa per la sicurezza nazionale" disposta l’espulsione (ne ha già altre due). Lui si difende: «Non l’ho trattenuta contro la sua volontà»

Inchiesta lampo della polizia che nel giro di due giorni ha trovato una ragazza romena di 16 anni che aveva chiesto aiuto al telefono telefonando al 113 con una voce flebile e spaventata. Un romeno di 28 anni, accusato di violenza privata, è stato arresto e processato per direttissima. Per l’uomo, dopo il rito, il giudice Italo Ghitti ha disposto l’obbligo di firma e ha anche dato il nulla osta all’espulsione, come chiesto dal pm Antonio Rubino.

Il romeno, che vive in città, ha già due ordini di espulsione (da Massa Carrara e da Piacenza) perché rientra nella categoria delle persone pericolose, a causa dei numerosi precedenti per furto. Il processo è stato rinviato, perché il difensore dell’uomo, l’avvocato Elena Concarotti, ha chiesto il rito abbreviato e anche di ascoltare una donna che si trovava nell’appartamento dove c’era la ragazza. La vicenda è cominciata il 27 marzo. Al 113 arriva la telefonata di una ragazza che dice di essere chiusa in una casa, contro la sua volontà, in un appartamento vicino alla stazione. La giovane dice di essere arrivata dalla Romania e che deve andare a Bologna e di non sapere dove si trovi. La Squadra mobile apre la caccia e, grazie anche a un esperto di telefonia giunto da Roma, riesce a rintracciare, con strumenti altamente sofisticati, con esattezza l’appartamento da dove sarebbe arrivata la chiamata. L'utenza dalla quale era partita la chiamata, è risultata intestata a un pakistano pluripregiudicato. 

Nel pomeriggio del 29 marzo scatta il blitz. Gli agenti intervengono in un appartamento al secondo piano di  viale Sant’Ambrogio. Vedono tre persone su un balcone, tra cui la ragazza. Salgono, entrano nell’appartamento e trovano due persone: una donna e la ragazza, impaurita, entrambe romene. L’uomo cerca di fuggire dal balcone, ma viene fatto desistere dagli agenti rimasti in strada. Il 30enne viene arrestato per violenza privata. La ragazza ammette di essere stata costretta in casa e che se usciva lo faceva solo accompagnata dalla donna, una romena di 40 anni. Poi, però, la ragazza avrebbe anche fornito un’altra versione. Il romeno, invece, ha raccontato di essere arrivato con lei dalla Romania e poi di essere andato in Svizzera per cercare un lavoro (fa il gommista). L’uomo ha negato di aver trattenuto la ragazza, anzi ha detto che lei aveva anche le chiavi di casa. La ragazzina, di etnia rom, è stata più volte in alcune comunità protette a Modena e Bologna. Ha raccontato agli inquirenti di non aver mai provato a scappare, nonostante la porta dell'appartamento si potesse aprire senza fatica, per paura dell'uomo che le avrebbe detto che l'avrebbe trovata ovunque. Ha hanno confessato di aver avuto rapporti sessuali con il 28enne e sempre per paura, di non essersi ribellata e che forse la voleva portare in Svizzera per compiere furti. La 40enne, sempre romena, è stata denunciata in concorso per il medesimo reato. 

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