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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Animali

«Chiuso in una piccola gabbia, il cane Ugo ritrova la libertà»

L’intervento in Alta Val Trebbia delle guardie zoofile di Enpa, dopo le segnalazioni di alcuni cittadini. Proprietari denunciati per abbandono e maltrattamento di animali

«Chiuso in una piccola gabbia, il cane Ugo ritrova la libertà». Un’operazione nel territorio dell’Alta Val Trebbia che ha coinvolto nei mesi scorsi le guardie zoofile dell'Enpa allo scopo «di verificare ed accertare la detenzione di un cane, che secondo accorate segnalazioni di cittadini, passava tutto il suo tempo rinchiuso dentro una gabbia di ferro così piccola da non permettergli nemmeno di girare su sé stesso» (nella foto sotto).

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Il lavoro delle guardie zoofile, spiega la nota stampa a firma del capo nucleo, Michela Bravaccini, «è stato quello di accertare la linea temporale di detenzione dell'animale all'interno di quella che“a vista” sembrava una gabbia di effettive dimensioni ridotte rispetto alla mole del cane. Grazie ai sopralluoghi effettuati dalla pubblica via, in diverse fasce orarie sia diurne che notturne, constatato che le segnalazioni erano veritiere, le guardie sono quindi intervenute presso l’abitazione, dove Il cane, un bel meticcio adulto di media taglia che chiameremo Ugo (nome di fantasia), era fattivamente rinchiuso all'interno di un kennel di ferro - questi strumenti vengono utilizzati per il trasporto degli animali, quindi per pochissime ore, non certo per la detenzione h24 - deformato ed arrugginito, sul fondo un telo di plastica per contenere le deiezioni».

«L'animale - prosegue la nota - passava quindi tutte le notti e tutte le giornate in attesa della agognata ora di libertà, ove veniva liberato dalla gabbia e portato a passeggio. Svolti i rilievi e gli accertamenti del caso la situazione dei proprietari di Ugo è diventata ancor più pesante, considerando che la gabbia era così ridotta di dimensioni che non permetteva all'animale di muoversi all'interno senza cozzare sia in altezza che in lunghezza sulle pareti».

«Questo significava - sottolinea - che durante le intemperie o le grandi calure non gli era nemmeno permesso quel refrigerio o quella possibilità di scaldarsi che solo il raggomitolarsi su sé stesso o il movimento potevano dargli, costringendolo anche calpestare per forza maggiore le proprie deiezioni e feci».

L'intervento delle guardie si è concluso con il sequestro del cane - operato dalle stesse guardie Enpa - «che è stato “liberato” dalla sua prigione di ferro e portato in custodia al canile di competenza». I proprietari dell’animale sono stati denunciati per abbandono (art.727 c.p.) e maltrattamento di animali (art.544 ter), la documentazione è stata consegnata al vaglio della Procura della Repubblica per il prosieguo di competenza.

Ora Ugo, concludono, «può giovarsi di un grande box, che visto come aveva vissuto gli ultimi mesi della sua vita, gli sembrerà enorme».

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