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La scena del tragico incidente

La scena del tragico incidente

Ciclista travolto e ucciso, resta ai domiciliari il 29enne. La difesa: «Sorpasso da dimostrare»

Il gip conferma la custodia cautelare per il piacentino alla guida del fuoristrada coinvolto nel tragico incidente di San Nicolò. Intanto l'avvocato cerca un testimone che ha scritto su Facebook

Resta agli arresti domiciliari il 29enne piacentino accusato di omicidio stradale dopo il tragico incidente che nel primo pomeriggio del 22 giugno è costato la vita a un ciclista, un indiano di 36 anni, a San Nicolò. Dopo la procura, quindi, anche un giudice decide di seguire la linea della fermezza contro le infrazioni stradali che provocano vittime. L’autista si è difeso e, rispondendo al giudice, ha negato di aver invaso la corsia opposta sostenendo di non aver visto il ciclista che all’improvviso si è messo in mezzo alla strada.

Questa mattina si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto, davanti al gip Giuseppe Bersani. Il giudice, come chiesto dal pm Roberto Fontana, ha mantenuto la custodia cautelare stabilendo gli arresti domiciliari.

Il 29enne è difeso dall’avvocato Mauro Pontini, ma l’udienza è stata seguita dall’avvocato Vittorio Antonini. E la difesa ha anche indicato alla procura un post sulla pagina Facebook del quotidiano on line “ilpiacenza.it” dove un lettore dice di aver assistito al fatto. Una testimonianza che, se recuperata, potrebbe fornire elementi utili all’indagine dei carabinieri di San Nicolò. Inoltre, secondo i primi rilievi sulla bicicletta, che avrebbe scarrocciato, il Land Rover sarebbe rimasto all’interno della corsia. Insomma, per la difesa è da dimostrare che l’auto fosse in fase di sorpasso

Nel frattempo, questa mattina si è svolta l’ispezione cadaverica della vittima. Intanto, continuano le indagini della procura, che ha chiesto una perizia cinematica per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. Nel mirino del pm Fontana ci sono la presunta invasione della corsia opposta, cioè un sorpasso con la linea continua, e l’elevata velocità del fuoristrada Land Rover che ha travolto il ciclista. Una velocità che sarebbe stata stimata in almeno il doppio di quella consentita di 50 km/h. Al 29enne, i carabinieri hanno ritirato la patente, come prevede il Codice della strada e l’uomo rischia - se le accuse saranno confermate - una revoca per 10 anni.

L’arresto del 29enne è il primo a Piacenza, dall’entrata in vigore, a marzo, del reato di omicidio stradale. In particolare al giovane i militari della stazione di San Nicolò, che hanno rilevato l'incidente, hanno contestato il quinto comma dell’articolo 589 bis del Codice della strada, che prevede l’arresto facoltativo (l’arresto, invece, è obbligatorio se la morte è provocata da chi era alla guida ubriaco o drogato). Il comma prevede che possa finire in manette chi causa la morte di una persona dovuta a una infrazione grave: inversione a U, sorpasso vicino alle strisce pedonali o con la linea continua. E quest’ultimo sembra essere il caso specifico contestato al piacentino. La procura, a cui i carabinieri hanno comunicato l’arresto, ha così voluto dare una segnale di severità nei confronti di chi sgarra alla guida, causando la morte di altre persone.

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