Anziano circuito per matrimonio ed eredità, nei guai una donna e il suo avvocato

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile. La donna e il suo legale sono stati sottoposti al divieto di avvicinamento

(Repertorio)

Nella mattina del 30 luglio la Squadra Mobile, guidata da Michele Saglio, ha eseguito di misura cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura, a carico di due cittadini italiani, per il reato di circonvenzione di incapace.

«Gli indagati  - spiega una nota della questura - sono una donna, sottoposta alla misura del divieto di avvicinamento e di comunicazione con la persona offesa, ed un avvocato del foro di Piacenza, sottoposto al divieto di esercitare la professione forense per sei mesi. La donna, residente a Milano, aveva conosciuto durante evento un facoltoso piacentino e, abusando dello stato di infermità e deficienza psichica in cui versava a causa dell’età avanzata, a partire dal 2017 lo avrebbe indotto a compiere una serie di atti che importavano effetti giuridici dannosi per lo stesso». Il legale indagato è il noto avvocato piacentino Alessandro Miglioli. 

«La donna - si legge in una nota della questura - ha intrecciato infatti una frequentazione sempre più assidua con la vittima, finendo per allontanarlo dai familiari e dai conoscenti, filtrando ogni sua comunicazione con terzi e gestendo ogni rapporto dell’anziano con il mondo esterno. Lo avrebbe indotto inoltre a compiere atti negoziali pregiudizievoli per se stesso per svariate migliaia di euro. Anche allo scopo di poter ereditare il sostanzioso patrimonio della vittima, la donna lo avrebbe poi indotto a sposarla con rito concordatario, che però non veniva trascritto e non generava quindi effetti giuridici. L’avvocato, in concorso con la donna, per eliminare ogni legame della vittima con il precedente legale, si faceva nominare dalla persona offesa come nuovo avvocato in un procedimento civilistico in cui la stessa era parte in causa, agendo in realtà in tali sedi nell’interesse della donna e non dell’assistito».

«Sempre per il medesimo interesse, nell’ambito del procedimento volto ad applicare l’istituto dell’amministrazione di sostegno in difesa dell’anziano e del suo patrimonio, si sarebbe opposto all’applicazione di tale istituto di sostegno, formalmente per conto dell’assistito, ma di fatto per tutelare gli interessi della correa. L’indagine,  - conclude - che ha portato all’emanazione delle misure cautelari, è stata avviata proprio dalle segnalazioni dei familiari e dei conoscenti della vittima, preoccupati per quanto stava accadendo».

Dal canto suo l'avvocato Miglioli, che abbiamo raggiunto telefonicamente, respinge le accuse e si dichiara pronto a difendersi dicendo di essere «pienamente tranquillo in coscienza riguardo agli atti compiuti»

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