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Cisl, pubblico impiego: «Accordo sui comparti, ora si spinga l'acceleratore sui rinnovi»

L'intervento della Cisl sull'accordo tra i comparti della Pubblica Amministrazione

“Quello siglato con l’Aran è un buon accordo…”  dichiara  Anna Maria Furlan dopo la firma dell’ipotesi di contratto sulla riduzione dei comparti e delle relative aree, da undici a quattro: Funzioni Centrali, Funzioni Locali, Istruzione e ricerca, Sanità . «Ed è proprio con la sottoscrizione dell'intesa all'Aran – fa sapere Maria Gentilini, segretario Generale CISL Scuola Parma e Piacenza - che si chiude una stagione inaccettabile di sette anni di immobilismo contrattuale  generato dalla Legge Brunetta, che – non dimentichiamolo – non solo ha negato diritti ai lavoratori del Pubblico Impiego, ma ha danneggiato la Pubblica Amministrazione, impedendo processi di innovazione, efficientamento e valorizzazione del Sistema Pubblico.

Da sempre  CISL Scuola sostiene che non può esservi sviluppo senza innovazione e che  non si esce dalla crisi rimanendo ancorati a vecchi modelli che non rispondono più alle reali esigenze del paese: ora che la geografia dei comparti  e delle  aree di contrattazione è  stata faticosamente  definita e semplificata, così come i criteri di rappresentatività,  il Governo non ha più alibi. Al Governo arrivi forte e chiara la richiesta di chi lavora al servizio del Paese: contratto subito! Al Governo sia chiaro anche che i rinnovi contrattuali debbono necessariamente vedere lo stanziamento di risorse adeguate che non sviliscano ulteriormente la dignità dei lavoratori, e  che i lavoratori del Pubblico Impiego non  si accontentano di pochi spiccioli,  ma vogliono essere fulcro della riorganizzazione della PA.

Il Sindacato ha le idee chiare: occorre mettere al centro del confronto la valorizzazione delle professionalità e la partecipazione attiva dei lavoratori ai processi di riorganizzazione: non saranno tollerate scelte calate dall'alto che offendono chi, con competenza e professionalità, in tutti questi anni di blocco contrattuale ha garantito il funzionamento del Paese.

Il Solo modello possibile, se si ha a cuore il Paese, è un modello di relazioni sindacali innovativo e partecipativo nel quale alle Organizzazioni Sindacali unitamente alle RSU venga riconosciuto ampio ruolo nella contrattazione di secondo livello resa  particolarmente difficile, in questi anni, a causa dei numerosi interventi legislativi che hanno a poco a poco delegittimato parti intere dei nostri contratti. L'articolazione dei nuovi contratti razionalizza e riconduce ad unità tutti gli istituti generali applicabili a tutti i lavoratori afferenti ad una data area, rimandando ad una parte speciale che ha il compito di regolamentare gli aspetti peculiari delle specifiche professionalità del comparto, al fine di non disperdere il patrimonio di competenze e specificità presenti, ma di valorizzarle nell'ambito di un circuito  virtuoso che crei efficienza. E' proprio qui che si gioca la vera sfida:  il ruolo delle Organizzazioni Sindacali insieme alle  RSU sarà determinante  nella traduzione e declinazione a livello di singola istituzione di questi aspetti specifici, perché nessuno, meglio dei lavoratori, conosce il proprio lavoro in ogni piega ed ha gli strumenti e la conoscenza che consentono di stabilire non solo dove possano essere realizzate delle economie o dovo si possono efficientare i processi all'insegna della qualità,  ma anche come regolamentare profili e professionalità.

La CISL Scuola non accetterà inutili perdite di tempo nel rinnovo dei contratti: i lavoratori  non hanno mai smesso di impegnarsi ogni giorno per migliorare la qualità dei servizi per far crescere il Paese e ora il Governo faccia la sua parte, smettendola di barricarsi dietro affermazioni demagogiche e si metta al lavoro insieme ai sindacati, per recuperare il tempo perso. Se così non dovesse essere, sappia che una grande platea di lavoratori è pronta a far sentire la propria voce». 

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