Civardi mi disse: «Adriano Manesco era un pedofilo. Meritava di morire»

«Il professor Adriano Manesco per sua stessa ammissione era un pedofilo. Civardi mi disse che se proprio dovevamo uccidere qualcuno lui era più meritevole di morire rispetto ad altri perché faceva del male alle persone". Paolo Grassi parla al processo all'amico Gianluca Civardi in corte d'Assise a Milano

Grassi e Civardi in stazione a Lodi

«Il professor Adriano Manesco per sua stessa ammissione era un pedofilo. Civardi mi disse che era più meritevole di morire rispetto ad altri perché faceva del male alle persone". A dirlo come testimone il 20 ottobre in corte di Assise a Milano Paolo Grassi, il 30enne già condannato all'ergastolo in primo grado per l'omicidio del professore Adriano Manesco, durante il processo al suo presunto complice 32enne Gianluca Civardi». Grassi ha risposto lungamente alle domande del pm Maria Teresa Latella e ha ammesso che tutto, dal mettere le mani sui soldi del professore alla pianificazione dell'omicidio, è stato deciso di comune accordo e insieme. 

L'anziano fu ucciso nel suo appartamento in via Settembrini a Milano il 7 agosto 2014, poi smembrato e buttato in un cassonetto in via Nasalli Rocca a Piacenza. Grassi ha raccontato di come volevano cambiare vita e avere un po' di soldi: da lì l'idea di approfittarsi del docente amico del più giovane dei piacentini. Dopo essersi fatti dare i dati bancari lo avrebbero ucciso ma Grassi ha dichiarato di non aver preso parte all'omicidio non potendo reggere la vista del sangue ma di aver aiutato l'amico a pulire, e riempire i vari trolley con le parti del corpo della vittima, fornendo un "supporto logistico". Grassi ha raccontato di come "Civardi volesse uccidere un uomo prima di morire per capire cosa si provava" e il 77enne poteva essere la persona giusta visto che "meritava di morire perché era un pedofilo e faceva del male alla gente". In aula era presenta l'imputato Civardi con i suoi legali, Andrea Bazzani e Francesca Cotani. 

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