Clima e nuove generazioni: «Problema vitale e sociale, non politico»

I servizi dalla conferenza sul clima di Parigi, in cui è coinvolto anche il piacentino Giampietro Comolli

A Parigi sul tema del cambiamento climatico collegato alle piante produttive in agricoltura sono intervenuti diversi personaggi, fra cui un grande produttore di vino come Angelo Gaja che ha indicato come la genetica faccia parte anch’essa dei fattori che possono incidere positivamente sul clima, la fame, l’uso del terreno, il non spreco. Tema complesso e difficile al quale hanno fatto seguito  interpretazioni e lanci stampaa volte di significato opposto. Vero conferma Giampietro Comolli - da Parigi nello spazio per ONG e Onlus, con l’Accademia Kronos,  l’EspaceGénèrationClimat - l’amico Gajanon ha sicuramente sostenuto come dice e scrive qualcuno che le Ogm salveranno il futuro della viticoltura e addirittura sono un elemento da considerare in modo positivo per i cambiamenti climatici. E’ un errore grave, distorcere frasi o estrapolarle da un concetto più ampio. E’ risaputo già dagli anni ’90 (e il prof Fregoni di Piacenza è stato un precursore nello studio) che la foglia di vite è la macchina naturale con la maggiore efficienza fra superficie e volume nel trasformare l’anidride carbonica in ossigeno, ma da questo a considerare la modifica di un cromosoma come unica strada, ce ne passa… Gaja in modo pacato ha voluto attirare l’attenzione della stampa, visto la figura che è nel mondo del vino mondiale, sull’ampio spazio e stimoli che la ricerca e la sperimentazione agraria in centri universitari, grazie alle più moderne tecnologie e conoscenze scientifiche vegetali-botaniche, possa contribuire a fare inversione di tendenza di alcuni problemi in vigna e in cantina determinati dall’aumento delle temperature climatiche”.

- COMOLLI, MA COSA SUCCEDE REALMENTE? 

“ Mi piace ricordare che a cavallo dell’XI° secolo la parte nord del nostro pianeta ha subito una forte de-glaciazione con l’aumento per circa un secolo di 2 gradi centigradi che hanno “ scoperto” le terre della Groenlandia favorendo le navi Vichinghe. Allo stesso modo in pieno inizio del Rinascimento si è assistito, per il sud Europa e il nord America, ad un ritorno dei ghiacciai e a un ritorno di temperature medie più basse. Oggi questi fenomeni “ naturali” sono aggravati da interventi “ antropici-industriali” che accentuano e accelerano il fenomeno. Occorre trovare soluzioni naturali e artificiali per bloccare l’escalation”

- ALTRE STRADE?

“Certamente. Anzi più urgenti. Quanto inquinano gli impianti di riscaldamento, quanto elevano per metro cubo la densità dell’aria e la temperatura gli scarichi di camion e di pullman cittadini, le auto private. Certamente però occorre un piano strategico almeno nazionale, perché diventa difficile raggiungere obiettivi solo con l’intervento della singola città o regione. inoltre la Pianura Padana, fra tutte le aree-vaste mondiali e fortemente industrializzate e antropizzate, non è neanche fra le più pericolose e difficili. Ci sono condizioni geomorfologiche insormontabili, ma una politica – per esempio – di piste ciclabili intelligenti e non precarie, pericolose, strette, saltuarie, rabberciateche creano altri problemi e non abbinate ad un riordino dei percorsi cittadini e sensi unici, l’ obbligo dei parcheggi sotto terra, non risolve il problema urbano.

Qui a Parigi lo spazio aperto al pubblico e alle onlus è molto seguito. Molti presentano progetti, fra cui è stato presentato anche quello della  riserva e tutela” della biosfera della Valle del Po. L’Area Blu è aperta a tutti. Si accavallano progetti, idee e profonde. I movimenti ambientalisti del pianeta hanno proposto diverse vie d’uscita dalla temuta prossima catastrofe climatica. Alcune molto estreme, altre discutibili, alcune sicuramente mediane che accompagnano le scelte differenziate e percorsi diversi verso un solo obiettivo. Purtroppo molto peso decisionale è in mano a poche persone, molto legate ad un business contemporaneo e contingente. Un grande risultato sarebbe la firma di tutti ad un programma da rispettare nei prossimi 30 anni. sarebbe già un grande risultato, ma da rispettare”. 

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