Cobas su risse alla Gls: «Quattro nostri iscritti aggrediti con spranghe e sedie»

Cobas: «Quattro lavoratori iscritti al Si Cobas sono stati aggrediti con armi improprie come spranghe e sedie da 8-10 colleghi iscritti al sindacato Cgil per motivi ancora da accertare. Dalle dichiarazioni degli aggrediti le motivazioni risultano essere riconducibili alla frustrazione degli iscritti al sindacato confederale in seguito agli abbandoni subiti in favore del S.I.Cobas nelle ultime settimane»

repertorio

«Nella notte fra martedì 22 e mercoledì 23 dicembre - si legge in una nota del sindacato Intercategoriale Cobas coordinamento nazionale e provinciale di Piacenza - si è verificato un fatto gravissimo presso il magazzino GLS sito a Montale (Piacenza). Quattro lavoratori iscritti al S.I.Cobas sono stati aggrediti con armi improprie (spranghe, sedie..) da 8-10 colleghi iscritti al sindacato CGIL per motivi ancora da accertare ma che dalle dichiarazioni degli aggrediti risultano essere riconducibili alla frustrazione degli iscritti al sindacato confederale in seguito agli abbandoni subiti in favore del S.I.Cobas nelle ultime settimane. Gli aggressori iscritti ai confederali  sono stati dipinti dai colleghi di lavoro come individui dai tratti fortemente opportunistici al servizio della committenza».

«Tutti e quattro gli aderenti al S.I.Cobas - continua la nota - dopo essere stati aggrediti,  sono stati trasportati al pronto soccorso. Si tratta di un fatto senza precedenti, che segnala il livello di isteria raggiunto dalle organizzazioni confederali a fronte della travolgente cavalcata nel settore logistica-trasporti del sindacato di base S.I.Cobas, che ha restituito dignità e diritti alla classe operaia piacentina. In attesa che le autorità di polizia e giudiziarie procedano agli accertamenti del caso, il sindacato S.I.Cobas si è mosso per tutelare i propri aderenti sin dalla notte della vile aggressione, interrompendo il lavoro per un'assemblea di discussione al termine della quale si è deciso di dimostrare senso di responsabilità rientrando tutti al lavoro, ma riproponendosi di battere tutte le strade possibili per evitare il ripetersi dell’accaduto».

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«Proprio la sera di lunedì 21 dicembre - spiega S.I.Cobas - la CGIL aveva organizzato un'iniziativa sul tema della legalità insieme a varie associazioni poliziesche e sigle padronali del mondo della logistica. Pur essendo consapevoli che non si può attribuire questo episodio all’intera organizzazione della CGIL, vogliamo però sottolineare la stridente contraddizione fra un volto esibito e la misera realtà dei fatti, da cui si deriva una precisa responsabilità politica per eventi che rimandano alla più becera e cieca violenza di memoria fascista contro chi osa ribellarsi ai diktat padronali. Ma la classe operaia, che a Piacenza si organizza nelle fila del S.I.Cobas, non si lascerà intimidire e porrà in essere tutte le iniziative legali, sindacali e di autodifesa operaia necessarie a tutelare il diritto al lavoro, alla sicurezza e a contrastare tali atteggiamenti di stampo para-mafioso. Se necessario, arriveremo a mobilitare l'intera struttura nazionale e i numerosi solidali al fine di mettere in sicurezza il magazzino GLS di Piacenza da tali individui, che speriamo in ogni caso di vedere scaricati quanto prima dal sindacato confederale per manifesta indegnità».  Conclude la nota del sindacato autonomo. 

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