"Coca" nella cassetta della posta, in carcere pusher amante della bella vita e delle auto di lusso

Rimane in carcere il 30enne albanese trovato a dicembre 2015 con 110 grammi di cocaina nel bracciolo della sua Audi. I carabinieri hanno sgominato un vasto giro di spaccio che gli fruttava circa 5mila euro a settimana. Lasciava spesso la droga nelle cassetta della posta dei clienti

La droga sequestrata dai carabinieri

Un etto di cocaina di buonissima qualità, 5mila euro di guadagno a settimana per 250 dosi, una trentina di clienti fidati, e un giro di spaccio che toccava diversi paesi della provincia e anche la città e ancora, auto di lusso, abiti firmati e una villa a San Giorgio. Gli piaceva la bella vita al 30enne albanese, D.L., che da dicembre 2015 si trova in carcere alle Novate per detenzione e spaccio di droga. Lo straniero infatti, era stato "beccato" dai carabinieri del Norm al casello autostradale di Piacenza Ovest nei primi giorni di dicembre con un etto di coca purissima nel bracciolo della sua Audi. Era finito in carcere e lì era rimasto, ma le indagini dei militari non si sono fermate e hanno portato a scoprire un vasto giro di spaccio gestito dallo straniero. L'uomo, da anni in Italia, si era creato un'attività molto redditizia: spacciava cocaina a decine di clienti fidati, quasi tutti italiani, liberi professionisti dai 25 ai 45 anni che più volte a settimana venivano riforniti. Gli acquirenti chiamavano e lui arrivava. Gli incontri avvenivano in alcuni parcheggi di supermercati ma la droga, spesso, veniva anche depositata nella cassetta della posta dove prima il cliente lasciava i soldi. L'albanese, fanno sapere dall'Arma, andava a rifornirsi di polvere bianca in una zona industriale a Milano, circa 3-4 volte al mese, "lavorava" dalla tarda mattinata fino al pomeriggio e poi tornava a casa da moglie e figli a San Giorgio. I clienti, ascoltati dai carabinieri, hanno dichiarato come fosse molto sicuro di sé, amante della bella vita, e di come cambiasse auto, sempre di lusso, spesso e volentieri. E proprio questa condotta ha fatto insospettire i carabinieri che nel dicembre scorso, dopo averlo tenuto d'occhio per diverso tempo, lo hanno bloccato al casello dell'A21. L'uomo aveva clienti a San Giorgio, Podenzano, Carpaneto, Pontedellolio e Piacenza, teneva un registro con le vendite, ed è sospettato dall'Arma di aver investito anche denaro, provento di spaccio, in alcune attività in Albania. 
 

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