Colto all'improvviso da malore, lo salva in 2 minuti il Codice Blu

Centoventi secondi. Tanto ha dovuto aspettare una persona colpita improvvisamente da arresto cardiaco durante una festa parrocchiale. E in men che non si dica, è arrivato il Codice Blu con il defibrillatore a salvargli la vita. Venti minuti dopo, era in ospedale

ambulanza9_1Deve dire grazie al Progetto Vita e alla prontezza dei soccorsi, il paziente che lunedì 15 giugno viene colpito improvvisamente da arresto cardiaco. Sono le 21.24, quando alla centrale operativa del 118 arriva chiamata di soccorso per una persona non cosciente. La vittima è a terra, in strada - avrebbero detto al telefono - non sappiamo neanche se respira. C'è la festa parrocchiale a Santa Franca, confusione, un sacco di gente.

L'operatore del 118 smista subito la chiamata ai mezzi di soccorso avanzato ma, come prevede il protocollo, attiva immediatamente il Codice Blu. In meno di 2 minuti, una pattuglia del 113 raggiunge il paziente privo di sensi, accende il defibrillatore e con due scariche elettriche, permette la ripresa del circolo cardiaco.

Pochi minuti dopo, è sul posto anche l'ambulanza e quando il paziente arriva in ospedale, ricoverato nella sala urgenze del pronto soccorso, non sono passati che venti minuti. Al suo fianco, ha già il cardiologo e il rianimatore.
  Il defibrillatore è fondamentale nei primi 6 minuti dopo l'attacco cardiaco  

Una macchina dei soccorsi che ha funzionato alla perfezione, ha detto oggi il dottor Nani, coordinatore del 118. Il Progetto Vita – Codice Blu, che prevede l'impiego d'urgenza di personale laico perfettamente addestrato, ha salvato un'altra vita umana.

“Questa” continua Nani “è la 60esima persona in dieci anni che Codice Blu salva. In un contesto di numeri può sembrare insignificante, ma visto nel contesto di una vita salvata, è un numero enorme”.
  In 10 anni, è la 60esima vittima salvata grazie al Progetto Vita  

E' vero, allora, che Piacenza è la città più cardioprotetta d'Italia ed è un ottimo esempio a livello nazionale sull'impiego della defibrillazione precoce. La nostra, è stata la prima città in Europa ad applicare il Progetto Vita e adesso è l'espressione di una sinergia fra ospedale, cardiologia, 118 e tutti gli altri enti che partecipano a questo progetto: 112, 113, 115, vigli urbani e vigili del fuoco.

È un sistema integrato e collaudato che consente di dare ottime e tempestive risposte in caso di arresto cardiaco. “All'interno della catena dei soccorsi – spiega ancora il dottor Nani - l'uso del defibrillatore è importantissimo nei primi 6 minuti. Dopo di che, entra in gioco necessariamente l'assistenza medica avanzata”.

La foto della conferenza stampa di questa mattina
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