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«Come amministratore di sostegno si appropria di 14mila euro di un 84enne», avvocato rinviato a giudizio 

Rinviata a giudizio per peculato aggravato un'avvocato 37enne del foro di Piacenza. Le indagini sono state svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle. La denuncia dei figli dell'anziano di cui lei era amministratore di sostegno

«Un'avvocato piacentino 37 anni, nominata amministratore di sostegno di un signore anziano affetto da problemi fisici invalidanti, è stata denunciata dai finanzieri del Comando Provinciale di Piacenza per aver intascato, indebitamente, 14mila euro di proprietà della persona di cui aveva la responsabilità. Le indagini sono scattate a seguito di una denuncia presentata dai tre figli dell’uomo, 84enne, ricoverato da tempo presso una struttura sanitaria residenziale poiché affetto da gravi problemi di salute, il cui amministratore di sostegno era appunto il legale». Si legge in una nota ufficiale delle Fiamme Gialle. 

«Tale figura, nominata dal Giudice Tutelare competente, ha la finalità di offrire, a chi si trovi nella impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi, uno strumento di assistenza che sacrifichi, nella minor misura possibile, la capacità di agire della persona assistita. Attraverso l’esame delle movimentazioni bancarie, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria guidati dal colonnello Sergio Riolo Vinciguerra - coordinati dal sostituto procuratore Daniela Di Girolamo - hanno accertato che l’avvocato, durante la gestione del suo mandato, aveva arbitrariamente eseguito diversi prelevamenti di denaro dal conto corrente del proprio assistito, per un totale di circa 14mila euro, utilizzandoli  - si legge in una nota ufficiale delle Fiamme Gialle - per sostenere spese di natura personale, in spregio all’incarico ricevuto dal Giudice Tutelare. Per tale motivo  è stato denunciata dai finanzieri per il reato di peculato aggravato, e ad oggi è stata rinviata a giudizio».

«Per giustificare alcuni prelevamenti in contante, la professionista ha dichiarato trattarsi di somme elargite “in nero” ad altri colleghi per consulenze professionali, tesi che le è costata un altro paio di denunce per diffamazione da parte degli interessati. Su richiesta del pubblico ministero, il gip  ha disposto il sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca di parte della somma sottratta, eseguito dalle Fiamme Gialle sui conti intestati all’indagata. In una fase successiva l’avvocato, ravvedendosi per la propria condotta, ha integralmente risarcito il danno di oltre 14mila euro, versando il denaro all’attuale amministratore di sostegno. Per tale motivo, gli è stato revocato il sequestro preventivo precedentemente disposto».

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