Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

«Grazie alle mie conoscenze faccio scarcerare tuo fratello con 400 euro»

A processo un uomo per essersi spacciato per due avvocati piacentini. In un caso contattò il fratello dell’uomo accusato di aver ucciso la moglie a Borgonovo nel 2019

E' approdata in tribunale la vicenda che vede imputato Cristiano Perini per tentata truffa e sostituzione di persona: è accusato di essersi spacciato per avvocati piacentini realmente esistenti per spillare soldi ai clienti. Perini avrebbe una lunga serie di precedenti di questo tipo, il web ne restituisce le gesta specialmente nel Ferrarese. Davanti al giudice Sonia Caravelli (pm Antonio Rubino) un luogotenente dell'Arma in forza al Nucleo Investigativo di Piacenza ha spiegato come l'uomo fu intercettato durante uno di questi tentativi. Perini è difeso dall'avvocato Domenico Santacroce. 

Perini è stato intercettato dai carabinieri mentre contattava telefonicamente il fratello di Abdelkrim Foukah, Abdennacer, in carcere per l'omicidio della moglie avvenuto l'8 maggio 2019 a Borgonovo. Dopo l'assassinio scappò con i due figli piccoli e fu preso a Venezia e arrestato. Durante le ore della fuga per poter apprendere elementi utili per rintracciare il fuggitivo erano stati messi sotto intercettazione i cellulari di famigliari e amici, tra cui appunto il fratello. Ed è proprio in quei giorni che i militari si accorsero di quanto voleva fare Perini. Il militare ha raccontato che l'imputato telefono telefonò ad Abdennacer spacciandosi per l'avvocato Massimo Solari (foro di Piacenza), millantò conoscenza per le quali sarebbe riuscito a fare alcune istanze per portare il fratello da Venezia al carcere di Piacenza o addirittura sarebbe riuscito a farlo scarcerare: per fare questo gli avrebbe dovuto dare 2mila euro, scesi poi a 400 dopo le rimostranze della vittima designata. I soldi li avrebbe dovuti caricare su una prepagata. Il luogotenente ha spiegato di averlo identificato sia per l'utenza telefonica utilizzata sia perché la carta era intestata a lui ma la vittima non poteva saperlo. La truffa non andò a segno perché l'uomo fu contattato dal vero avvocato del fratello, Matilde Pasquon.

In aula ha deposto a sua volta anche un altro avvocato piacentino, Mauro Pontini il quale ha detto di aver rappresentato Perini per alcune pratiche e solo successivamente quest'ultimo si era spacciato per lui contattando un altra cliente del legale chiedendole 5500 euro come pagamento del lavoro svolto. La donna chiamò il vero avvocato che capì cosa stava accadendo, di lì la querela della cliente e di Pontini per sostituzione di persona. 

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