"Concorso Ausl truccato": il pm chiede sei mesi ma per la difesa non c'è reato

L’uomo è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio perché, secondo il pubblico ministero Antonio Colonna, avrebbe fatto conoscere in anticipo le domande di un concorso per dirigenti, che si è tenuto nel marzo del 2010 a Piacenza

L’accusa ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione, la difesa l’assoluzione. E’ terminato così il processo che vede come imputato il dirigente Asl Giuseppe Arcari. L’uomo, difeso dagli avvocati Cosimo Pricolo e Antonio Trabacchi, è accusato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio perché, secondo il pubblico ministero Antonio Colonna, avrebbe fatto conoscere in anticipo le domande di un concorso per dirigenti, che si è tenuto nel marzo del 2010 a Piacenza. A far scattare le indagini era stata una candidata che, due giorni prima del concorso, aveva inviato una serie di e-mail ai carabinieri del Nas, dicendo di essere a conoscenza degli argomenti di esame. Il concorso riguardava un posto da dirigente amministrativo nell’area tecnica. La donna era arrivata terza, ma in passato aveva rifiutato la chiamata di un’altra Ausl romagnola che voleva attingere personale da quella graduatoria. Nel concorso incriminato, invece, il primo posto se lo era aggiudicato la moglie di un altro dirigente dell’Al piacentina, come ha ricordato anche il pm in aula. Secondo i difensori, non c’è reato perché una sentenza della Cassazione sostiene, in sintesi, che si parla dei temi di esame con tutti i candidati e - al momento della prova si tiene un comportamento equidistante - non c’è alcun illecito. Per l’accusa, invece, il dirigente avrebbe parlato degli argomenti solo con alcuni candidati e non con tutti. Il presidente del Collegio, il giudice Gianandrea Bussi, a latere Luca Milani e Ivan Borasi, emetterà la sentenza, dopo eventuali repliche, il 5 luglio.

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