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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Gli fecero acquistare un bar con l’inganno, due condanne per circonvenzione di incapace

Circonvenzione di incapace, estorsione e falso. Con queste due accuse, a vario titolo, sono stati condannati due uomini a tre anni e quattro mesi e quattro anni di reclusione. La vittima era depressa per la morte del fratello e la coppia ne approfittò, estorcendogli anche 25mila euro

Circonvenzione di incapace, estorsione e falso. Con queste due accuse, a vario titolo, sono stati condannati oggi, 3 aprile, due uomini a tre anni e quattro mesi e quattro anni di reclusione. Per entrambi, il collegio presieduto da Italo Ghitti (a latere Maurizio Boselli e Ivan Borasi), ha disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Inoltre, alla vittima andrà una provvisionale di 10mila euro, mentre i 59mila euro di danni morali e materiali, chiesti dall’avvocato di parte civile, dovranno essere trattati in una causa civile.

Vittima di questi comportamenti è stato un piacentino di 55 anni che, secondo le accuse, sarebbe stato raggirato da due persone per diventare socio di un bar, in perdita, con l’obiettivo di risanarne i debiti. Un’operazione, però, secondo il pm Antonio Colonna, condotta in modo poco chiaro, anche perché l’uomo aveva problemi di natura psicologica - era sofferente di depressione - dopo la morte del fratello. E proprio in questo periodo di debolezza, l’uomo era stato avvicinato dai due.

La vicenda era avvenuta in città nel settembre del 2005. Dopo essere stato spinto a diventare socio accomandatario del locale nella zona di viale Dante, l’uomo in seguito aveva dovuto versare a uno dei venditori la somma di 25mila euro, anche dietro pressioni molto forti e la firma di alcune cambiali, poi risultate false.

I due, entrambi di origini meridionali, e residenti in città erano riusciti a fargli mettere alcune firme e, alla fine, a farsi consegnare 25mila euro. Ma era tutto in regola e le firme erano sempre le stesse, hanno detto i due difensori degli imputati, gli avvocati Carlo Maria Biella e Angelo Rovegno, i quali hanno chiesto l’assoluzione dei loro assistiti. Inoltre, la circonvenzione non ci sarebbe mai stata, perché il 55enne sapeva che cosa stesse accadendo.

Il pm Colonna al termine ha chiesto per entrambi la condanna a tre anni e 4 mesi per estorsione, circonvenzione di incapace e falso. Richiesta a cui si è associato l’avvocato Silvio Brega, che assisteva il 55enne che si era costituito parte civile.

I giudici, però, per uno dei due hanno aumentato la pena, portandola a quattro anni e 1.400 euro di multa. Il suo complice, invece, è stato condannato a tre anni e quattro mesi, e mille euro di multa, solo per estorsione e assolto dalle accuse di circonvenzione di incapace e falso.

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