Condividere la ricchezza di dati che il mondo produce per migliorare

"A cena con la scienza" i big data prendono il posto alla statistica e nei boschi microsensori per prevenire gli incendi

All’Agriturismo La Finestra sul Po a San Nazzaro, Lorenzo Benussi, Fellow al Centro Nexa for Internet & Society del Politecnico di Torino e Consulente del Governo per l’Innovazione e L’Agenda Digitale ha raccontato come la realtà stia rapidamente cambiando anche nel nostro quotidiano con una rivoluzione che non percepiamo, ma che sta trasformando usi, costumi, il modo di percepire la realtà e dunque la realtà stessa. Il 22 maggio
scorso si è, infatti, tenuto il terzo appuntamento di “A cena con la scienza”: il ciclo di incontri organizzato da Confagricoltura ed
Agriturist. La relazione dell’esperto si è concentrata su big data e open data. “Siamo immersi in un costante flusso di dati  - ha detto Benussi –
informazioni che noi stessi produciamo attraverso i nostri accessi a Internet, attraverso le nostre comunicazioni sui social. Ciò che sta avvenendo, rispetto al passato, è un cambio di paradigma perché se prima dovevamo utilizzare la statistica e campionare in modo da avere un’ipotesi
predittiva rispetto ad un certo andamento, ora possiamo analizzare in continuo e nella loro complessità un flusso di dati disomogeneo facendone
emergere le correlazioni”. 

Benussi ha spiegato come questo nuovo paradigma di studio sia usato in Giappone per la pianificazione urbana, a
partire dallo studio degli accessi alla metropolitana, dalla zona di residenza, dalla tipologia di fruitore. Come l’Istat stesso, in Italia,
stia adottando metolodologie di censimento continuo. Siamo poi arrivati alla sovrapposizione del mondo virtuale con quello reale: un tal
ristorante c’è ed è buono se lo si trova georeferenziato su Google, commentato su Tripadvisor, prenotabile su Booking.com. “Arriveremo ad
essere più veri se siamo sui social che registrati in anagrafe. Ma tutti questi dati che noi stessi condividiamo devono rimanere disponibili ai
cittadini e alla gente – ha detto Benussi – l’informazione, grazie agli strumenti analitici può divenire conoscenza. E’ fondamentale che resti
“open e free” ossia accessibile a tutti e gratis, perché sono i cittadini stessi, con le loro vite, a generare quelle informazioni e da quei dati
possono scaturire idee di progresso così come idee di business”. 

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Il pensiero va ad una distribuzione mirata del cibo in base alla profilazione di un territorio per evitare ogni spreco, alla prevenzione degli incendi fatta spargendo nei boschi microsensori in grado di inviare informazioni elementari come temperatura e umidità in modo estremamente accurato e
parcellizzato, all’individuazione di migliorie introdotte grazie ad accorgimenti controintuitivi che solo la correlazione di dati può far
emergere “. La rassegna chiuderà all’Agriturismo Battibue a Baselicaduce di Fiorenzuola, venerdì 12 giugno, con una serata sulle materie prime non
alimentari e non energetiche che non sono meno necessarie al nostro sviluppo e la cui distribuzione incide sui rapporti geopolitici globali.
La relazione sarà affidata a Franco Maranzana, Geologo, dirigente e consulente di grandi imprese minerarie e istituzioni internazionali.
 

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