Confedilizia: unificazione Imu-Tasi non si trasformi in un aumento di imposizione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Intervenendo, a Padova, nel corso di un convegno organizzato dalla Fiaip-Federazione italiana agenti immobiliari professionali, il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha dichiarato: “Se il Governo ha deciso di ridurre ad un’unica imposta l’Imu e la Tasi, è opportuno che chiarisca che l’aliquota massima del nuovo tributo non potrà superare il 10,6 per mille, vale a dire l’ordinario limite della somma di Imu e Tasi. Livello che, anche qualora non si giungesse all’unificazione, dovrebbe comunque essere mantenuto per la somma dei due tributi.

Non potrebbe, infatti, farsi riferimento allo speciale tetto dell’11,4 per mille poiché questo è stato previsto, per gli anni 2014 e 2015, solo per quei Comuni che dispongano corrispondenti detrazioni per l’abitazione principale: situazione che dal 2016 non potrà più verificarsi per effetto dell’esenzione della prima casa.

Se, quindi, il limite massimo dell’aliquota del nuovo tributo (o dei due attuali tributi) fosse stabilito in misura superiore al 10,6 per mille, la conseguenza sarebbe quella di un aumento della tassazione sugli immobili”.

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