Cronaca

Confermato il divieto di dimora per l’operaio della Tnt

Logistica senza pace, l’uomo è accusato di furto di un fusibile e turbata libertà dell’industria. Il gip applica la misura cautelare e la difesa ricorrerà al Riesame

Il giudice ha confermato il divieto di dimora per l’egiziano denunciato dopo una serie di episodi avvenuti alla Tnt. Il giovane, denunciato dalla polizia per furto e turbata libertà dell’industria, era accusato dalla procura di aver rubato un fusibile per lasciare aperto un cancello e avrebbe più volte schiacciato il pulsante rosso di sicurezza che blocca i macchinari della produzione. Un metodo, secondo le accuse, per rallentare il lavoro e danneggiare l’azienda. La difesa sta valutando ricorso al Tribunale del Riesame, a Bologna.

Davanti al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, l’egiziano aveva sostenuto di aver staccato il fusibile solo per far uscire da un cancello i lavoratori che volevano fumare. Quanto all’interruzione del lavoro, l’uomo ha sostenuto che nei giorni in cui gli viene contestato quell’azione lui era assente.

La difesa, con l’avvocato Marco Lucentini, aveva ottenuto dal gip la revoca del divieto di dimora, chiesto dal sostituto procuratore Matteo Centini, per 12 lavoratori (tutti iscritti all’Usb). Centini, a sua volta, ha presentato ricorso al Tribunale del riesame contro la decisione del gip. E al Riesame si era rivolto anche Lucentini per far revocare definitivamente le misure cautelari (divieto di dimora). I 12 operai della Tnt sono accusati di violenza privata e minacce nei confronti di due addetti alla sicurezza della cooperativa per cui lavorano. Secondo la procura, i due addetti erano stati minacciati a causa delle rapporti che scrivevano su di loro, facendo scattare le lettere di contestazione. Sospesi dopo il divieto di dimora, erano tornati al lavoro una volta revocato il provvedimento.

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