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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

«Benedizione delle case non più solo nel periodo pasquale»

Tra le difficoltà che impediscono di incontrare le famiglie c'è il fatto che oggi, molti, per motivi di lavoro, sono fuori casa tutto il giorno. Da qui la proposta di alcuni presbiteri di utilizzare non solo il periodo pasquale, ma tutto l'anno per la benedizione

Si è riunito giovedì 16 aprile 2015, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile, il Consiglio Presbiterale Diocesano: hanno partecipato il vescovo monsignor Gianni Ambrosio, don Stefano Segalini, parroco della parrocchia cittadina di San Giuseppe Operaio e don Celso Dosi.

Durante il consiglio si è parlato della cosiddetta “benedizione delle case”: in realtà gli interventi hanno sottolineato come sarebbe più appropriato usare l’espressione “benedizione delle famiglie”. Tra le difficoltà che impediscono spesso di incontrare le famiglie c’è il fatto che, oggi, molti, per motivi di lavoro, sono fuori casa tutto il giorno e questo rende difficili gli incontri. Da qui la proposta di alcuni presbiteri di utilizzare, per la visita alle famiglie, non solo il periodo pasquale, ma tutto l’anno ricorrendo, in alcuni casi, anche ad incontri in luoghi pubblici. In alcune zone ci sono poi periodi da privilegiare: è il caso della montagna dove sono da preferire i mesi estivi, anche perché utilizzati per il rientro di emigrati. Ovviamente tutti si sono trovati d’accordo sulla necessità di avvisare preventivamente le famiglie dell’incontro con il parroco o un suo delegato e questo sia per far sì che la “visita” rientri a tutti gli effetti in un progetto di evangelizzazione sia per far fronte a difficoltà sociali tipiche del nostro tempo quali il diffuso timore nella gente ad aprire la porta a persone non conosciute.

La seduta ha proposto una riflessione del vescovo sul capitolo 12 della prima lettera ai cristiani di Corinto: «L’apostolo Paolo offre un prezioso insegnamento sui diversi doni spirituali e sulla loro unità: tutti derivano da Cristo e tutti contribuiscono al bene della Chiesa, che è “il corpo di Cristo” animato dallo spirito Santo. Viviamo la Pasqua con questo spirito di comunione e di collaborazione».

E’ stata poi la volta dell’economo diocesano don Pietro Bulla che ha illustrato il bilancio della diocesi per l’anno 2014. Si tratta di un documento relativo al funzionamento dei vari comparti diocesani, tra cui la Curia e gli uffici pastorali. Sono state suggerite alcune proposte per rendere sempre più pastorali ed ecclesiali i contributi che provengono dall’8 per mille.

Durante l’incontro vi sono state poi comunicazioni d’interesse diocesano: il vicario generale monsignor Giuseppe lllica, dopo aver ricordato i sacerdoti morti, ha ricordato alcuni appuntamenti tra cui, il prossimo 13 maggio, il ritiro per sacerdoti diocesani previsto a Bobbio. Il 26 aprile, sempre a Bobbio, incontro con i cresimandi. Monsignor Illica ha pure precisato, facendo riferimento a osservazioni spesso diffuse tra il pubblico, che i motivi che hanno indotto alla costruzione del montacarichi presso il campanile del Duomo, non sono tanto quelli turistici, ma lavori di manutenzione previsti  alla guglia. In precedenza don Gianpiero Esopi, presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, ha illustrato una nuova forma di assicurazione per malattia ed invalidità riservata ai sacerdoti. Gli interessati possono avere da lui più ampie informazioni.

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