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Chiavenna Landi

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Consorzio di Bonifica, Chiappa (Flai Cgil): «Quale futuro per la Valdarda?»

Paolo Chiappa, segretario generale Flai Cgil Piacenza: «Perché il Comitato Amministrativo ha approvato una delibera che unifica la zona Valdarda con quella del basso piacentino con conseguente chiusura della sede operativa di Fiorenzuola?»

«Gli organi di informazione - si legge in una nota di Paolo Chiappa, segretario generale Flai (Federazione Lavoratori dell'AgroIndustria) Cgil Piacenza - hanno riferito nei giorni scorsi della rielezione del presidente del Consorzio di Bonifica e del rinnovo del CdA e del Comitato Amministrativo dello stesso. Il rinnovo delle cariche avviene ad oltre due mesi dalla consultazione elettorale su cui pende ancora un ricorso ad opera di una lista non ammessa alle elezioni. Di fatto, tutte le maggiori associazioni economiche imprenditoriali della nostra provincia sono rappresentate nei nuovi organismi direttivi e quindi, parteciperanno alle politiche dell'ente e ne saranno compiutamente responsabili».

«Nondimeno anche la politica e la pubblica amministrazione, nello specifico la Regione Emilia Romagna - continua Chiappa - giocano un ruolo fondamentale in termini di finanziamento di opere e di controllo sui Consorzi. Giovedi 25 febbraio, l'ente di strada Valnure, ha organizzato una visita agli impianti consortili della zona Val D'Arda – Basso Piacentino cui hanno partecipato gli amministratori e tra gli altri, il Prefetto di Piacenza e l'assessore regionale alla Protezione Civile. Il presidente, così riportano le cronache della stampa, ha fatto le seguenti dichiarazioni: "La nostra maggiore criticità al momento è la Valdarda. Il torrente Arda non è in grado di trasportare le acque raccolte nel suo bacino idrografico, ma solo un terzo"».

«L'assessore regionale, sempre riportando quanto scritto sulla stampa - continua la nota - si è impegnata alla programmazione di nuovi interventi per due milioni di euro per la messa in sicurezza non emergenziale ma di prevenzione lungo tutto il corso dell'Arda. Dal resoconto della giornata, l'opera di gestione ordinaria e straordinaria della rete consortile, ne esce promossa a pieni voti e di questo siamo convinti anche noi. Il Consorzio dispone in effetti di personale dipendente sia a livello impiegatizio che operaio, con grande professionalità, esperienza, dedizione al lavoro e, da un po' di tempo a questa parte, una grande pazienza. Gli impianti e la rete di canali vengono gestiti manovrati e manutenuti da queste persone: se fino ad oggi tutto ha funzionato a dovere, il merito va riconosciuto a loro. Peccato non se ne sia fatto cenno».

«Ma se la maggiore criticità è la Valdarda - afferma Chiappa - perché il Comitato Amministrativo, il 16 febbraio ha approvato, con urgenza, una delibera che unifica la zona Valdarda con quella  del basso piacentino con conseguente chiusura della sede operativa di Fiorenzuola? Perché ha trasferito, d'imperio, gli operai di Fiorenzuola a San Nazzaro di Monticelli costringendoli ad un forzato ed inutile pendolarismo? Nelle nuove disposizioni (e non discusse con il sindacato, ci mancherebbe anche questa) i lavoratori timbrano l'inizio turno a San Nazzaro, ricevono gli ordini per la giornata dal capo operaio poi tornano nella zona di Fiorenzuola (l'area è ampia: ricomprende sei comuni) a lavorare ed a fine turno ritornano a San Nazzaro per timbrare l'uscita dal lavoro. Cosa significa tutto ciò? Sicuramente provoca ai lavoratori un notevole disagio ed all'ente più svantaggi che benefici: il tempo che oggi passano in auto nei trasferimenti prima veniva lavorato. Senza più un responsabile nella sede di Fiorenzuola, in caso di problemi dovranno aspettare il capo operaio che nella migliore delle ipotesi sarà in ufficio a San Nazzaro nella peggiore in giro nelle campagne della bassa a risolvere altri problemi».

«Come potrà essere mantenuta l'efficienza del servizio che il Consorzio ha messo in opera fino ad ora se invece di investire in uomini e mezzi, con la chiusura di Fiorenzuola, nella zona di maggiore criticità della provincia, si fa esattamente il contrario? - sottolinea il segretario generale Flai Cgil Piacenza - E' togliendo i presidi sul territorio che si rafforza la prevenzione? Gli agricoltori lo sanno che a Fiorenzuola resterà solo un deposito mezzi e che la prossima estate la programmazione  dell’irrigazione sarà gestita in un'altra sede?».

«Avremo modo - evidenzia Chiappa - in un prossimo intervento, di fare una disamina sullo stato delle relazioni sindacali, per il momento ci limitiamo ad osservare che il sindacato contratta quotidianamente e stipula accordi di importanza rilevante con tutte le associazioni che oggi amministrano l'ente, senza dimenticare il "Patto per il Lavoro" stipulato da Cgil,Cisl,Uil con la Regione Emilia Romagna. Riusciremo a ricondurre nel Consorzio di Piacenza una normale dialettica sindacale o dovremo invece ricorrere sistematicamente all’azione dei nostri uffici legali?».

«Ci rivolgiamo in questa sede ai vecchi ed ai nuovi amministratori - conclude Chiappa - nell'affrontare le sfide che si presenteranno nel corso del vostro mandato (la prima la diciamo così: migliorare l'indice di gradimento che i cittadini hanno nei confronti dell'ente) sarà essenziale la capacità di valorizzare e di dialogare con le lavoratrici ed i lavoratori, di sostituire l'autoritarismo con l'autorevolezza».

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