Controlli antiterrorismo in città e provincia: nel mirino anche money transfer e internet point

Decine gli uomini che, coordinati dall'ufficio Upg della questura, hanno controllato senza sosta persone, attività commerciali, bar, macellerie, veicoli, negozi, parchi, luoghi di aggregazione, stazioni e hub di autobus. In tutto controllate 153 persone, 5 i clandestini

REPERTORIO

Polizia, reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia, Digos, Polfer, polizia postale, guardia di finanza, carabinieri, e polizia municipale in campo per una due giorni di controlli di sicurezza e antiterrorismo a Piacenza e nei paesi più grandi della provincia come Fiorenzuola, Castelsangiovanni e Borgonovo.

Nelle giornate del 19 e 20 ottobre infatti decine gli uomini che, coordinati dall'uffucio Upg della questura, hanno controllato senza sosta persone, attività commerciali, bar, veicoli, negozi, parchi, luoghi di aggregazione, stazioni e hub di autobus. In città i controlli hanno riguardato la zona di Porta Galera compresi i giardini Merluzzo, i giardini Margherita e tutta la zona della stazione, via Colombo, via Dante, via Emilia Parmense e in generale tutta la periferia est oltra a via Taverna, via Illica e via Malaspina. In tutto sono state controllate 153 persone, quasi tutte straniere. 

Nel mirino phone center, money transfer, internet point, macellerie etniche, bar e negozi di alimentari e non. Parchi, giardini, persone e veicoli vicini a luoghi di aggregazione di soggetti appartenenti a frange sensibili per quanto riguarda la continuità al radicalismo islamico, strutture ricettive e luoghi dove sono ospitati i profughi. In tutto sono stati 5 gli stranieri trovati irregolari sul nostro terriotorio, colpiti a vario titolo da ordini di espulsione, fogli di via, rifiuto del permesso di soggiorno e provvedimenti di trasferimento al cie di Caltanissetta. Due di questi, due egiziani, nella mattina del 21 ottobre proprio mentre stavano per essere accompagnati sono scappati dalla questura ma sono stati  riacciuffati poco dopo dai poliziotti delle volanti e denunciati. Inoltre un profugo ospitato in una struttura ricettiva avrebbe contravvenuto alla legge che vieta ai richiedenti asilo di lavorare nei primi sei mesi di permamenza sul terriorio nazionale e comunque prima di aver ricevuto la protezione internazionale. La sua posizione è ora al vaglio. 


 

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