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Da sinistra: il comandante della compagnia di Bobbio il capitano Gianluca Muscatello, il colonnello Corrado Scattaretico e il maresciallo Roberto Guasco

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Contromano nella rotonda, in auto due etti e mezzo di cocaina purissima

In manette un sardo di 60 anni e un albanese di 25 che sono stati arrestati dai carabinieri di Rivergaro a Piazzale Milano in città: nel vano luci avevano nascosto due etti e mezzo di cocaina purissima che al dettaglio avrebbe fruttato circa 50mila euro

Hanno visto i carabinieri, si sono agitati e hanno preso una rotonda contromano. Nei guai un sardo di 60 anni e un 25 albanese che sono stati bloccati dai militari della stazione di Rivergaro poco prima delle 20 del 27 gennaio a Piazzale Milano. I due in auto avevano nascosto due etti e mezzo di cocaina purissima probabilmente appena acquistata in Lombardia. Ora si  trovano alle Novate con l'accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

I carabinieri stavano effettuando un normale posto di controllo ai Pontieri quando hanno notato un'Opel Astra con due persone a bordo arrivare dal ponte e imboccare contromano la rotonda, in pochi secondi li hanno raggiunti e fermati. I due, un pregiudicato sardo che abita da anni a Piacenza e un 25enne albanese incensurato e formalmente studente di Infermieristica a Bologna, erano molto agitati. Il loro comportamento ha insospettito i militari che hanno perquisito l'auto trovando diverse dosi di cocaina pronta da vendere. A quel punto sono stati portati al comando provinciale dell'Arma in via Beverora. I carabinieri, con l'ausilio dei cani antidroga della Guardia di Finanza, hanno trovato nel vano luci all'interno dell'abitacolo due involucri termosaldati contenenti più di due etti di cocaina pura al 98%. Al termine degli accertamenti sono stati arrestati e condotti alle Novate su ordine del pm di turno, Antonio Colonna. Il 60enne, che guidava l'auto, ha provato a giustificarsi con gli  inquirenti dicendo che spesso lascia la vettura aperta a Milano e che qualcun probabilmente gli aveva messo la droga all'interno senza che lui se ne accorgesse.  Lo stupefacente, di altissima qualità, al dettaglio avrebbe fruttato circa 50mila euro. I due probabilmente erano andati a rifornirsi in Lombardia per poi tagliare la droga e venderla in dosi nel Piacentino. 

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