«Bullismo: bambini se vi sentite in pericolo dite tutto alla maestra»

Un incontro tra esperti al Marconi per sensibilizzare i bambini sul tema del bullismo e per capire come risolvere le situazioni critiche

Disegno rappresentante un caso di bullismo

Tanti bambini hanno partecipato al convegno del 6 marzo nell'Aula Magna dell'istituto Marconi. Alunni di varie scuole elementari hanno voluto dire «No al bullismo». Il dirigente del secondo circolo didattico di Piacenza, Paola Vincenti, presenta l'iniziativa promossa dalla prefettura di Piacenza: «Ora ci verrà consegnato un messaggio e assegnato un compito che dovrà essere svolto da oggi per il resto della nostra vita. Quindi attenti al compito bambini». Viene poi letto da due alunni il testo "Davide e Golia" che racconta un episodio di bullismo. Di seguito vengono proposte dalle varie classi alcune rappresentazioni per spiegare questa spiacevole problematica: da spezzoni musicali a racconti di prese in giro: «Mi prendono in giro dicendo che sono ciccione» dice il bambino con la faccia triste ma poi si rallegra quando la maestra gli spiega: «Tu sei fortunato perché hai le maniglie dell'amore». 

Parla poi Il dottor Massimo Botti, psicologo, che fornisce una definizione di bullismo: «Tra le definizioni di bullismo possiamo citare il caso della violenza fisica e dell'insulto per un tempo lungo, svariati mesi di solito. Un altro criterio è l'incapacità della vittima di difendersi. Gli atti più pericolosi possono derivare dalla bontà d'animo nel tollerare simili aspetti» e continua: «Le uniche strategie che ci permettono di contrastare queste situazioni sono quelle che cercano di fornire alla vittima gli strumenti per difendersi, possibilmente senza violenza, e al bullo per cambiare il suo atteggiamento». 

Anna Palombi, il prefetto di Piacenza, ringrazia per lo spettacolo dei bambini e raccomanda: «Ricordatevi sempre che siete una persona e le persone non vanno messe da parte.  E' importante parlare con i vostri amici, ascoltarli. Se poi capita qualche episodio di violenza o di insulti, dovete parlare di questi episodi alle maestre o ai vostri genitori. La mia raccomandazione è: ricordatevi sempre che siete una persona». 

Calogero Germanà , questore di Piacenza, racconta: «Quando ero piccolo, ero vittima, non ero un bullo. Sopportavo gli spintoni e le brutte parole dei compagni. Nella rappresentazione che avete proposto prima, tra Davide e Golia, vince Davide. Perché secondo voi?» e bambini in coro rispondono: «Era intelligente e buono».

convegno bullismo-2

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