«Agli autisti dei bus mascherine che non arrivano nemmeno alle orecchie. Intervenga il prefetto»

La nota del sindacato Faisa Cisal contro l'azienda di trasporto pubblico locale Seta: «Ci troviamo di fronte all’ennesimo atto di mancanza di rispetto nei confronti di lavoratori»

Le mascherine fornite da Seta al proprio personale

«Mascherine inadeguate agli autisti di Seta; non sono nemmeno indomabili perché non arrivano alle orecchie. A puntare il dito sulla fornitura di Dpi giunta in queste ultime ore al personale in servizio sui bus a Piacenza è il sindacato Autonomo di categoria Faisa Cisal insieme alla rispettiva Rsa.
«Dopo la beffa delle bombolette igienizzanti antibatteriche propagandate per la sanificazione dei bus - scrivono Fabrizio Badagnani e Alessandro Lodini - invece inefficaci contro i virus, e di discutibili sistemi di igienizzazione degli stessi, preso atto della tipologia di mascherine distribuite in data odierna con grande ritardo ai dipendenti (pezze rettangolari con un taglio per le orecchie alle quali in molti casi non arrivano, e se ci arrivano non riescono a coprire contemporaneamente naso e bocca) ci complimentiamo per l’estrema illuminata competenza di chi le ha ordinate, visto anche che in molti casi non risultano nemmeno indossabili. Invitiamo conseguentemente Seta a predisporre urgentemente e distribuire altra diversa e adeguata fornitura auspicabilmente di altra tipologia, fattura e qualità».

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«Purtroppo - conclude la nota - mentre attorno a noi e nelle nostre famiglie la gente muore, ci troviamo di fronte all’ennesimo atto di mancanza di rispetto nei confronti di lavoratori obbligati a fornire un servizio di trasporto pubblico locale ritenuto essenziale, a rischio della propria salute e della propria vita. In una situazione del genere, certi errori e sottovalutazioni non sono tollerabili e ci attendiamo che l’azienda, oltre a provvedere urgentemente ad un rimedio, accerti le responsabilità e prenda adeguati provvedimenti. Considerata la delicatezza e la problematica estremamente sentita dai lavoratori ed in particolare dai conducenti, si chiede al Prefetto di farsi garante della questione».

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