Coronavirus, scuole e impianti sportivi chiusi fino al 25 febbraio. «Evitate i luoghi affollati»

Vertice in prefettura nella mattina del 22 febbraio: scuole, impianti sportivi chiusi e sospesi le manifestazioni culturali ed eventi sia a Piacenza sia in provincia. Alle 18 previsto un altro summit. L'invito comune è quello di evitare i posti affollati

Il prefetto Maurizio Falco, il sindaco e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e il direttore Asl Luca Baldino

Tutte le scuole di ordine e grado e gli impianti sportivi pubblici di Piacenza e provincia rimarranno chiusi fino al 25 febbraio. Sospese anche tutte le manifestazioni culturali ed eventi in tutto il territorio piacentino. Sono queste le principali novità emerse dal vertice che si è svolto in prefettura nella mattinata del 22 febbraio e che ha visto la partecipazioni anche di molti sindaci del territorio. «La situazione cambia di ora in ora e su questo prendiamo decisioni. Siamo consapevoli delle misure prese dalla sanità piacentina, e stiamo cercando di non impattare e di non alimentare una paura del tutto ingiustificata oltre il dovuto», spiega il prefetto Maurizio Falco.  «Abbiamo ritenuto di prendere questi provvedimenti in via cautelativa e abbiamo considerato le dinamiche delle province limitrofe. Alla luce di quello che sta accadendo attorno a noi sia utile agire in questo senso», ha dichiarato in seguito il sindaco Patrizia Barbieri. L'invito comune è quello di evitare i posti affollati. 

Dal punto di vista scientifico il direttore generale dell'Asl ha parlato Luca Baldino: «L'82enne di Codogno positiva al Coronavirus dal suo domicilio si è recata in pronto soccorso e non ha girato assolutamente per la città: abbiamo individuato chi è entrato in contatto con lei in ospedale e su di loro (12) sono già stati fatti i tamponi e stiamo aspettando i risultati e al momento sono già in isolamento domiciliari, la stessa cosa vale per altre due persone: un uomo di un paese vicino a Codogno e sull'infermiere che da due giorni era in isolamento e ora è stato ricoverto. La situazione di rischio a Piacenza non è cambiata: non abbiamo nessun caso autoctono. Sul manager dell'azienda di Fiorenzuola stanno facendo ulteriori accertamenti sugli anticorpi per capire se potesse aver avuto comunque il virus e averlo "passato". Sono stati eseguiti i tamponi su tutti i dipendenti di Unilever e Mae: stiamo aspettando i risultati. Eseguiti anche i tamponi a 15 persone che sarebbero venuti in contatto con la coppia contagiata (il 38ene gravissimo e la moglie incinta) al ristorante Bellaria di Rivergaro nelle settimane scorse. Anche di questi si stanno aspettando gli esiti».

Il Comitato si riunisce due volte al giorno per aggiornamenti continui. La misura potrà essere revocata in qualsiasi momento a seconda dell'evolversi della situazione. Presenti oggi le autorità civili e militari, quelle sanitarie, e i sindaci del territorio, a partire da Patrizia Barbieri, prima cittadina di Piacenza. Presente il direttore generale della Asl di Piacenza, Luca Baldino, il futuro assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, vista una lieve indisposizione dell'assessore Sergio Venturi, l'assessore Paola Gazzolo (Protezione civile), la direttrice generale dell’assessorato alla Sanità, Licia Petrapoulacos, e Rita Nicolini, direttrice dell’agenzia regionale di Protezione civile.

La Direttiva del ministro Speranza

Chi torna dalla Cina oppure chi è stato in contatto con una persona risultata positiva in Italia deve restare a casa. Lo prevede l’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede la «permanenza domiciliare» e prima ancora l'obbligo (e se non lo fa è sanzionabile) di riferire al Servizio di Sanità pubblica della propria azienda sanitaria di aver di aver viaggiato nelle zone a rischio negli ultimi 14 giorni. In particolare, chi ha la possibilità di sostenere la quarantena a casa, avendo a disposizione una camera e un bagno personale, dovrà evitare contatti con altri famigliari e altre persone consumando i pasti nella propria camera, indossando mascherina protettiva e guanti in presenza di altre persone.  chi non fosse in grado di attuare tali misure la Regione e le Aziende sanitarie offriranno una sistemazione alternativa, anche in collaborazione con le associazioni di volontariato. In entrambe le situazioni il Servizio di Sanità pubblica garantirà il monitoraggio costante -due volte al giorno- delle condizioni di salute (febbre e altri sintomi) per tutta la durata dei 14 giorni di “quarantena” domiciliare. Qualora si presentassero anche minimi sintomi verrà effettuato un tampone da personale sanitario al domicilio del paziente e nell’ipotesi nella quale risultasse positivo, trasferito con sistema del 118 appositamente attrezzato nei reparti ospedalieri di malattie infettive. Nell’ordinanza si ribadisce inoltre che i soggetti a rischio non si devono rivolgere spontaneamente a strutture sanitarie, per evitare possibili contagi. La raccomandazione rimane quella che, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso e neppure agli ambulatori dei medici di famiglia, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118. Per i cittadini piacentini è attivo il numero dedicato 0523 317979.

Prevenzione, le regole da osservare

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L’Istituto Superiore di Sanità e ministero della Salute in collaborazione con le Regioni, gli ordini professionali e le società scientifiche hanno definito un decalogo comportamentale per affrontare il rischio di contagio da coronavirus. Poche semplici misure che ogni cittadino è tenuto a rispettare per contribuire a salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri cittadini. Oltre ad indicare i principali sintomi della malattia (da non confondersi con un banale influenza) nel decalogo si va dalle raccomandazioni basilari di igiene come lavarsi spesso le mani, non toccarsi occhi e mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, coprirsi bocca e naso in caso di starnuti e colpi di tosse, fino alla pulizia delle superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol. Altre indicazioni di tipo sanitario riguardano la raccomandazione a non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse per chi rientra da zone a rischio da meno di 14 giorni. E ancora: utilizzo della mascherina solo se si è sospetti di essere malati o si assistono persone malate. Infine, occorre ricordare che i prodotti made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi e gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

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