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Cronaca Facsal / Via 4 Novembre

Sabato un corteo in città per sostenere i lavoratori della Gls

Organizzato dal Si Cobas, appuntamento sabato 17 marzo alle 10,30 in via Quattro Novembre nel parcheggio davanti al Cheope. Il sindacato: «Manifestiamo contro la tratta dei lavoratori extracomunitari»

Sabato 17 marzo si terrà a Piacenza una manifestazione organizzata dai lavoratori della cooperativa Forza 4 occupati presso la Gls di Piacenza, dai lavoratori che lavoravano alla Ceva di Cortemaggiore ai quali dal 31 marzo scade la cassa integrazione e così non avranno più un reddito per campare, dai lavoratori della Tnt solidali con la lotta e dal sindacato Si Cobas, per sensibilizzare la popolazione e sollecitare l'intervento delle istituzioni della città sul drammatico problema dello sfruttamento del lavoro nelle cooperative. L'appuntamento è per le 10,30 nel parcheggio davanti al Cheope, da dove partirà il corteo.

«Alla realizzazione di questo obiettivo – dicono gli organizzatori - si stanno adoperando alcuni rappresentanti delle istituzioni locali promotori di un tavolo istituzionale in sede prefettizia, in stile Tnt, al fine di risolvere le due vertenze che hanno registrato una ostinata renitenza delle aziende committenti e delle cooperative al richiamo del rispetto delle norme contrattuali e legali lanciato dai lavoratori e dal Si Cobas».  «Non diversamente dalla Ceva di Cortemaggiore prima e dalla Tnt di Piacenza poi – si legge in una nota - così come ormai in tutte le realtà della logistica e della grande distribuzione, anche alla Gls i furti retributivi e il pagamento in nero dello straordinario o sotto voci fiscalmente esenti, una gestione del tempo di lavoro selvaggia che prevede, tra l'altro, un assiduo ricorso al riposo forzato per chi avrebbe il diritto di lavorare come prevede il contratto, l'arbitrio assoluto dei caporali  che maltrattano e spingono i lavoratori, con metodi brutali, a lavorare come bestie unitamente al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, la violazione di un diritto di libertà fondamentale,  quale quella di costituire e aderire al proprio sindacato, sono una costante molto diffusa nel sistema delle aziende che utilizzano false cooperative per imporre i dettami della "lex mercatoria"». 

«È soprattutto quest'ultimo aspetto – prosegue il Si Cobas - a denunciare la gravità di una svolta regressiva: la cooperativa e soprattutto la Gls si ostinano a non voler riconoscere il Si Cobas, sindacato maggioritario in azienda, per sfruttare senza nessun vincolo e mettere in sicurezza il paradigma di accumulazione basato sulla sottomissione schiavistica del lavoro. Aziende e cooperative, società legate da un vincolo solidale che va oltre l'aspetto giuridico per configurare uno specifico modo di sfruttamento del lavoro, senza regole e senza diritti, avvalendosi dell'attività di intermediazione della manodopera a basso costo che le società cooperative mettono a disposizione delle aziende di turno. In sostanza, si avvalgono del sistema della tratta dei lavoratori immigrati più ricattabili e su cui è più facile esercitare un'azione di spremitura forzosa, anche perché, dopotutto, un diffuso e irriducibile impulso razzista li considera lavoratori non uguali agli altri. Di fronte allo sciopero iniziato mercoledì sera la Gls  giovedì ha fatto una vera e propria serrata deviando gli automezzi su altri siti e lasciando fuori dall’azienda tutti i lavoratori. Perché i lavoratori rientrino nel magazzino (ottenendo le richieste fatte, compreso la possibilità di scegliersi il sindacato che li rappresenta) si è formato un presidio permanente davanti ai cancelli».

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