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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Vernasca

Siccità, si recuperano tutte le acque disponibili per la rete idrica

Crisi idrica nel Piacentino, in particolare in Valdarda dove la diga di Mignano viene utilizzata per sopperire alle carenze della rete idrica potabile. Riunione straordinaria per discutere della situazione di siccità ormai critica. Si attende la pioggia nei prossimi giorni

L’incremento progressivo dei livelli di criticità per l’approvvigionamento idrico, anche per utilizzo idropotabile, nel sempre più delicato contesto idrometeoclimatico della Valdarda ha obbligato stamane tutti gli enti competenti nella gestione e governo della risorsa a riunirsi all’interno di una seduta straordinaria dell’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici nel distretto del Po convocato a Parma d’urgenza dall’Autorità distrettuale del Fiume Po-Ministero Transizione Ecologica se segnalazione degli enti territoriali, Regione Emilia Romagna in primis, dopo aver raccolto le istanze dei comuni piacentini di Vernasca e Gropparello in particolare, del Consorzio di bonifica di Piacenza e dei gestori del servizio idro potabile.

Nel corso dell’incontro è chiaramente emersa la situazione specifica del bacino idrografico dell’Arda e  del lago-invaso artificiale di Mignano in cui si stanno manifestando gli effetti della prolungata siccità causata dalla perdurante assenza di precipitazioni. Penalizzata da inizio anno la Val d’Arda ha subito infatti un drastico crollo delle piogge (complessivamente oltre il 25 % da gennaio ad oggi) soprattutto nei mesi estivi caratterizzati contestualmente da temperature più alte di 2-3°); scenario appesantito dalla ulteriore assenza di rovesci anche nel mese di settembre ed in questa fase di inizio di autunno in ottobre.

Al fine di garantire il soddisfacimento delle necessità del settore idropotabile, è stato stabilito come il quantitativo di risorsa da lasciar defluire quale DMV, a valle della diga, risulti pari al quantitativo di risorsa affluente all’invaso qualora lo stesso risulti inferiore al valore di 0.17 mc/s. Fermo restando che il Consorzio di Bonifica di Piacenza, concessionario della derivazione, ha ottemperato alle normali condizioni di esercizio, le ridottissime portate naturali fluenti in assenza di precipitazioni significative si esauriranno in breve periodo; pertanto, risulta opportuno e indispensabile operare al fine di preservare, il più possibile, la disponibilità di risorsa per l’uso idropotabile nell’invaso di Mignano. Al fine di fronteggiare l’attuale situazione di severità idrica si chiede di disporre, per motivi di somma urgenza, che nel torrente Arda siano lasciate defluire le sole perdite strutturali della diga e delle opere connesse, in modo che gli attuali afflussi all’invaso possano contribuire il più possibile a soddisfare le necessità idropotabili, garantendo il rispetto delle norme e prescrizioni dettate in materia di sicurezza idraulica e di tutela dell’ ecosistema fluviale. L’ Osservatorio prende atto dello stato idrico attuale e previsto, assegnando al bacino idrografico del T. Arda lo scenario di severità idrica “alta”.

«Questo livello di alta criticità impone decisioni quanto più possibile rapide – ha dichiarato il segretario generale ADBPO Meuccio Berselli  - l’Osservatorio si rende perciò disponibile a fornire tutto il supporto informativo\operativo al fine di contribuire alla definizione delle decisioni per la gestione dell’emergenza da parte degli organi della Protezione Civile Nazionale insieme agli altri organi competenti. Queste carenze, spesso endemiche, che si sono verificate non di rado anche quest’anno in varie aree localizzate a macchia di leopardo nell’intero distretto  del Po ma soprattutto in Emilia Romagna (a causa delle ripercussioni dei mutamenti climatici in atto) , mostrano quanto sia sempre più necessario analizzare con cura ogni area con proprie peculiarità e trovare rimedi resilienti e opere infrastrutturali sostenibili in grado di alleviare le carenze manifeste».

BONIFICA E IRETI COLLABORANO PER LA DIGA DI MIGNANO

Stretta collaborazione tra Consorzio di Bonifica di Piacenza e Ireti per rispondere alla crisi idrica che sta colpendo la Valdarda. L’invaso della diga di Mignano, utilizzato per scopi irrigui ed idropotabili a servizio dell’acquedotto Val d’Arda, presentava una quota idrometrica di 311.63 metri sul livello del mare (alla data del primo ottobre) progressivamente diminuita a causa del perdurare di un periodo di scarse precipitazioni. Attualmente l’acqua dell’invaso di Mignano è a completo supporto della rete idrica potabile. Grazie alla fattiva collaborazione tra il Consorzio di Bonifica di Piacenza ed Ireti, da qualche settimana si stanno recuperando tutte le acque disponibili, che vengono ora raccolte e convogliate grazie ad un sistema mobile di pompaggio e quindi immesse nella rete acquedottistica dopo aver subito il normale processo di trattamento e potabilizzazione. Questa tecnica, utilizzata per la prima volta durante la crisi idrica del 2017, sta permettendo di contenere l’abbassamento del livello dell’invaso. Il bacino di Mignano è ora all’1.2 % del volume autorizzato corrispondente a circa 118 mila metri cubi e costituisce un presidio fondamentale per la conservazione e la distribuzione della risorsa idrica, per la laminazione delle piene a tutela dell’equilibrio idrogeologico dell’ambito medesimo, per l’approvvigionamento idropotabile, per lo sviluppo delle condizioni socio economiche dell’ambito territoriale e per la valorizzazione turistica dell’intera vallata.

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