Ponte sul Po, l'Anas smentisce le accuse

L'Anas spiega i lavori di consolidamento fatti sulle spalle e sulle pile del ponte sul Po. “I nostri interventi hanno evitato ulteriori cedimenti” sottolinea in una nota. E rispedisce punto per punto tutte le accuse al mittente, Antonio Di Pietro. Il crollo? “Solo colpa della piena del fiume”

crollo-po-2L'Anas, ente gestore della rete stradale e autostradale italiana, replica con un lungo comunicato stampa alle accuse mosse dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro, sul crollo del ponte sul Po. Secondo quanto riportato dalla stessa società,  Di Pietro avrebbe dichiarato che “il ponte sul Po è crollato perché l'Anas non ha svolto i lavori di manutenzione che dovevano essere effettuati e chi aveva il compito di controllare non lo ha fatto”.

Il gestore smentisce le accuse: “il cedimento della campata del ponte sul fiume Po della strada statale 9 via Emilia non è addebitabile alla mancata realizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria da parte dell’Anas, bensì al carattere straordinario ed imprevedibile della piena del Po”.
  I lavori sono stati sospesi per ragioni tecniche, dovute all’innalzamento del livello del fiume Po  

I lavori a cui fa riferimento l’Onorevole Di Pietro sono relativi al “ripristino statico delle pile del fiume Po a Piacenza dal km 262,392 al km 263,487 a seguito del danneggiamento provocato dalla piena del fiume durante gli eventi alluvionali del novembre 1994” e, come rilevato dai tecnici, non riguardano gli elementi del ponte interessati dal crollo.

“I lavori” prosegue il comunicato Anas “sono stati consegnati il 12 maggio 2008”. Sono state incrementate la capacità portante della spalla lato Piacenza e di quella lato Lodi. In più, consolidamento della capacità portante delle pile numero 1, 2, 3 e 6. Gli interventi sulle pile 1 e 2, precisa l'Anas, sono stati eseguiti parzialmente, mentre quelli che riguardano la pila 6 e la spalla lato Lodi, sono stati eseguiti tra luglio ed agosto del 2008.

“Come specificato dal professor Piergiorgio Malerba del Politecnico di Milano, i lavori finora eseguiti hanno consentito di evitare ulteriori cedimenti in occasione della piena del 30 aprile scorso”, evidenzia la nota del gestore.

“Va infine precisato che i lavori non sono stati sospesi il 3 novembre 2008 per ragioni amministrative o per ritardi procedurali. I lavori sono stati sospesi per ragioni tecniche, dovute all’innalzamento del livello del fiume Po che ha reso impossibile il prosieguo delle attività lavorative nell’ambito dell’alveo”.

Intanto i pendolari della tratta Piacenza – Lodi e viceversa, si interrogano sul loro futuro: di alternativo alla via Emilia c'è l'autostrada, ma si allunga anche di molto. E poi, al momento, non ci sono novità sulle modalità di rimborso del pedaggio. Dopo il vertice tecnico tenutosi in Prefettura a Piacenza, si è deciso di rendere gratis il tratto autostradale a partire da ieri. Ma solo chi ha il telepass, passa senza pagare.

Foto agosto 2007: tirante sfilacciato e sbullonato

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