Da Busseto la richiesta del sostegno legale-economico alla biodiversità

I temi discussi alla conferenza di Busseto. Il ruolo strategico degli agricoltori: "I beni agricoli e alimentari, non sono una semplice merce, bensì, cultura"

Si è svolto a Busseto all’interno del Teatro Verdi, la conferenza “Etica imprenditoriale in agricoltura: il mondo agricolo portatore del messaggio di pace”, promossa da Agribusiness Parma in collaborazione con Assisi Pax International (rappresentata dal Fondatore Padre Gian Maria Polidoro e dal Presidente Gerardo Navazio) e con i patrocini, tra gli altri, del Comune di Busseto e della Regione Emilia Romagna. A moderare i lavori sui temi comuni al nostro territorio, il magistrato e scrittore Benito Melchionna.  

“I beni agricoli e alimentari, non sono una semplice merce, bensì, cultura, perché a essi sono legate tradizioni antiche, che fanno parte del sentire collettivo, dell’identità di un territorio e della geografia stessa, perché l’agricoltura rappresenta il motore fondamentale delle economie locali e  distrettuali”. Con queste parole ha aperto i lavori, Elena Bitonti - Founder InBit-Events&Education, Direttore Forum Internazionale Euro-Mediterraneo e Organizzatore della Conferenza.

I Sessione - Padre POLIDORO, Fondatore Assisi Pax International-2Reduci da incontri bilaterali e politici in Expo Milano, sono intervenuti S.E. Necil Nedimoglu, commissario padiglione e referente per la Bie dell’Expo2016 in Turchia a Antalya dedicato al tema “Bambini e Fiori”, che ha anche sottolineato il grande lavoro italiano e il successo di Expo; ms Hana Baha Omar Muneeb Al Masri, responsabile del Forum Governativo della Giordania sulle imprese femminili, che ha illustrato l’interesse concreto del suo Paese verso gli agricoltori italiani per la creazione, in Giordania, di un hub dedicato al bestiame da distribuire in tutti i paesi del Golfo e del Medio Oriente. L’ammiraglio Rinaldo Veri, già presidente del Centro Alti Studi Difesa Nazionale  ha illustrato le relazioni tra mondo agricolo, crescita economica e processo di sviluppo dell’impresa familiare e i problemi legati alla sicurezza alimentare. Enrica Pezzoni, Vicepresidente di Agribusiness, ha affermato come il difendere il “bene comune della terra” sia un indice di democrazia economica e un imperativo morale.  In un articolato intervento il piacentino Giampietro Comolli  ha auspicato che dopo 50 anni di Mec, Sme, Cee e Pac, abbia a prendere forma una nuova strategia politica di agricoltura nazionale e europea. L’Italia per il mandato 2020-2027 dovrà farsi carico di una proposta innovativa e dirompente. Non è infatti proponibile il proseguo  di una politica all’insegna della burocrazia, dell’integrazione di mercato, del sostegno dei prodotti mass-market, della non riconoscibilità dell’importanza della salvaguardia della biosfera, della non valorizzazione delle etichette e dei Dop. Nel 2020  - ha aggiunto - l’Europa deve sostituire la PAC, con una  politica europea agraria e non comunitaria, che ponga al centro di tutto  i ruoli, le funzioni interattive, gli scopi produttivi e gli obiettivi di “socialità diffusa” riconoscendo una vera differenza fra l’agricoltore a monte e quello a valle, fra gli agricoltori che producono le eccellenze di nicchia da chi produce – correttamente e utilmente – prodotti di largo consumo e su aree estese.

Il sindaco di Busseto Maria Giovanna Gambazza nel saluto in apertura dei lavori, aveva accennato all’importanza  della figura di Giuseppe Verdi agricoltore oltre che del Verdi musicista. Nel giorno successivo al convegno diversi esperti e diplomatici stranieri hanno compiuto visite guidate con tappe a Villa Verdi e a Villa Pallavicino, con momenti di riflessione e  attività culturali e di promozione e valorizzazione del territorio, gradendo le eccellenze del Made in Italy, in particolare quello di Parma e Piacenza.

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