Dà fuoco alla tenda di un senzatetto mentre lui dorme: «Sono vivo per miracolo»

Gravissimo episodio nella serata del 18 maggio. In XXI aprile qualcuno ha dato fuoco a una tenda con dentro un senzatetto posizionata sotto un arco del ponte di Bastione Borghetto. Sul posto le volanti della polizia e i vigili del fuoco

Le fiamme (Foto E.Gatti)

«Ho sentito dei passi, poi ho visto le fiamme e sono scappato fuori: sono vivo per miracolo». A raccontarlo, visibilmente sotto choc, è un senzatetto piacentino di 53 anni che si è visto bruciare la tenda in cui dorme sotto un arco del ponte di Bastione Borghetto. Il fatto è avvenuto nella serata del 18 maggio. «Stavo dormendo e pensavo che i passi fossero di qualcuno che portava a spasso il cane nel prato, invece stava per dare fuoco alla mia tenda blu», racconta ancora l'uomo, che nel rogo ha perso anche i pochi euro che aveva e che suo malgrado è finito nel mirino di una persona senza scrupoli. A dare l'allarme è stato un automobilista, Matteo Pinoia, che era di passaggio in via XXI Aprile e ha visto le fiamme prima di chiamare la polizia e vigili del fuoco. L'uomo, in attesa dei soccorsi, ha aiutato il clochard, lo ha fatto allontanare dalle fiamme assicurandosi che non fosse ferito e gli ha donato alcune decine di euro. I vigili del fuoco, una volta sul posto, hanno domato l'incendio in poco tempo. Tutto fa pensare al rogo doloso, l'ennesimo di questo periodo. Sia l'automobilista di passaggio sia i poliziotti hanno rifocillato il 53enne con bottiglie d'acqua, alcuni pacchetti di cracker e una mascherina. La serata era iniziata circa un'ora prima, quando i pompieri erano intervenuti in via La Primogenita: lì qualcuno aveva dato fuoco a una recinzione davanti all'ex Berzolla, da sempre rifugio di sbandati e senzatetto. Fortunatamente il tentativo è fallito in pochissimi minuti e le fiamme non si sono propagate. 

E' l'ennesimo incendio doloso di queste ultime settimane. L'ultimo grave episodio si era verificato il 9 maggio in via Bosi, dove le fiamme avevano distrutto un garage con all'interno una bombola di gpl. In quel caso i pompieri avevano dovuto evacuare un palazzo. I casi si sono susseguiti: dai cassonetti alla Galleana ai vari roghi al Peep (l'ultimo quello in via Marinai d'Italia nel quale è rimasto ustionato un residente, quello più simile, invece, è di una pianta sempre poco distante). Gli episodi sono tanti e verosimilmente si tratterebbe di persone diverse, se non altro per la zona presa di mira. Anche il fine è quasi sicuramente differente, ma ciò che accomuna i vari casi, vista la frequenza e la velocità di esecuzione, è la modalità. Potrebbe trattarsi di soggetti organizzati che si premuniscono di liquido infiammabile a sufficienza per appiccare almeno tre roghi in poco tempo. Potrebbero muoversi in bicicletta, riuscendo a dileguarsi prima dell'arrivo di pompieri e forze dell'ordine. Sempre che non rimangano per qualche attimo ad osservare la propria opera. 

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