«Da oggi i caorsani saranno più sicuri»

Il sindaco Battaglia: «Estrema soddisfazione per questa indagine. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato». Così il primo cittadino è stato minacciato nel suo ufficio: «Tu donna…»

Roberta Battaglia

«Tu donna …». Solo una frase detta con freddezza e rabbia, di fronte a quella donna, il sindaco di Caorso Roberta Battaglia, che aveva “osato” resistergli. Il seguito della frase, Rocco Bramante lo ha lasciato intendere, come hanno spiegato gli inquirenti che hanno spiegato l’operazione Tower che ha portato all’arresto di 34 persone, tra nomadi sinti e piacentini: «Tu donna … non puoi non farmi entrare nella discarica del Comune perché lì comando io» Un atteggiamento che è costato all’uomo anche il reato di minaccia a gravata a corpo amministrativo. Un atteggiamento tipico della criminalità organizzata, è stato detto dagli investigatori. Ma anche un atteggiamento maschilista di chi - ritenendo la donna inferiore o comunque subordinata - ha vissuto come un affronto quel diniego. Forse in vita sua non si era mai sentito rispondere “no” a qualche sua richiesta. Tanto meno da una donna. E così, dopo aver tentato invano di corrompere l’addetto che regolava gli ingressi alla piattaforma per i rifiuti a Caorso, l’uomo - ritenuto la mente della gang di nomadi - ha pensato di andare direttamente nell’ufficio del sindaco. Intanto, il primo cittadino di Caorso, in una nota ha espresso «estrema soddisfazione per l'operazione portata a termine, che ha comportato un lungo lavoro d'indagine a cui ho collaborato attivamente, una raccolta di materiale e segnalazioni, che con questo intervento ha reso più sicuro il nostro territorio. Ringrazio i carabinieri - il comandante Calì, il comando di Fiorenzuola e Piacenza - e la Procura unitamente alla nostra polizia municipale e ai servizi sociali che sono intervenuti nell’indagine. Ora mi auguro che anche le strutture alimentate e acquistate con operazioni illecite siano sequestrate e che vi sia un pieno ripristino della legalità. I miei cittadini, di certo, da oggi si sentiranno più sicuri».

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