Da Piacenza a Milano per manifestare con la Furlan e difendere gli "eroi" del sindacato

Dopo le manifestazioni di Firenze e Napoli, quella di Milano chiude il ciclo degli scioperi indetti dalla Cisl

Ivan Bersani e Annamaria Furlan

Un bel gruppo di donne e di uomini della Cisl da Piacenza ha partecipato oggi, 4 dicembre, alla manifestazione al Carroponte di Sesto San Giovanni (luogo simbolico, memoria delle grandi fabbriche), in provincia di Milano. Presenti numerosi lavoratori, pensionati, delegati e tutti i dirigenti dell'organizzazione.

Da Piacenza è partito un intero pullman per raggiungere il capoluogo lombardo e non sono mancate adesioni personali. Dopo Firenze e Napoli, all'appuntamento sono convenuti circa 10 mila iscritti delle regioni settentrionali per la presentazione di proposte concrete che guidino l'Italia fuori dalla crisi.

In chiusura l'intervento del segretario generale, Annamaria Furlan. Il tour della Cisl per il lavoro e per il sociale però non è finito: la Cisl rilancia e non rinuncia. La mobilitazione per il lavoro merita di essere continua. In chiusura, l'intervento del segretario generale, Annamaria Furlan che lancia un messaggio a Renzi: "Qualcuno dice che gli imprenditori sono degli eroi, tanto di cappello a chi ha continuato ad investire senza delocalizzare, ma ciascuno ha i suoi eroi. I nostri sono i delegati della Fiat che hanno ottenuto, soli contro tutti, che un'azienda diventata mondiale, continuasse a produrre in questo paese, e sono i delegati che hanno ottenuto i contratti di solidarietà consentendo ai loro compagni di non perdere il posto di lavoro".

Furlan ha aggiunto tra gli eroi del sindacato "i pensionati e le pensionate che con meno di 800 euro al mese hanno sostenuto nipoti disoccupati e figli e figlie in cassa integrazione. Renzi dice di non volersi alleare con i poteri forti. Bene, allora si allei con noi del lavoro e faccia le cose che gli chiediamo e come datore di lavoro riconosca il contratto ai lavoratori della scuola e della pubblica amministrazione che Brunetta chiamava fannulloni e che lui tiene fuori dalla porta per discutere la riforma della pubblica amministrazione e della scuola. Tratti con chi il lavoro lo conosce, tratti con noi che abbiamo proposte e competenze, che rappresentiamo le persone in carne ed ossa, noi della Cisl ne rappresentiamo 4,5 milioni"

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