Da un’alluvione all’altra Ferriere torna al calcio giocato

Era dall’alluvione del 2000 che il campo sportivo del paese, allora seriamente danneggiato, non ospitava una squadra locale. A due settimane dalla piena del 14 settembre, è partita l’avventura dell’Ac Ferriere: i giovani del paese si sono messi al lavoro per ripristinare il campo

la squadra

Torna il calcio giocato a Ferriere dopo quindici anni. Nel 2000 la piena del Nure portò via una parte del campo sportivo di Ferriere, interrompendo l’attività del Ferriere, formazione che disputò diversi campionati nei dilettanti in seconda e terza categoria. Da allora, di società sportive nel capoluogo dell’Alta Valnure se ne sono viste ben poche. Per qualche anno una squadra di calcio amatoriale ha giocato le proprie partite casalinghe in pianura, per poi smettere. Ferriere, fino a venerdì 2 ottobre, registrava un triste primato: essere, insieme a Zerba, l’unico comune del Piacentino (e uno dei pochissimi in regione) a non avere alcuna formazione o attività sportiva operante sul territorio. Questo fino a che è sceso sul terreno dello storico campo “Bertozzi”, a quindici anni di distanza, l’A.C. Ferriere, molto più che una squadra: una vera e propria “cooperativa” tuttofare.11096590_1609563162595392_9044030593450958117_o-2 

Diversi giovani si sono infatti resi partecipi di un’attività di recupero di un centro sportivo per anni un po’ dimenticato. Senza tralasciare i discorsi tecnico-tattici, la formazione – affiliata alla neonata Polisportiva Ferriere che gestisce l’Ostello ex Casa Montagna - si è dovuta rimboccare le maniche per riappropriarsi del proprio campo sportivo. I ragazzi del paese hanno sistemato – con attrezzature e mezzi propri - il terreno di gioco, le porte, le panchine, le reti e le recinzioni, durante i weekend e l’estate. Il campo ha riacquistato quasi totalmente la sua fisionomia, e la squadra ha iniziato ad allenarsi con frequenza, raccogliendo molto entusiasmo in paese.

Probabilmente il lavoro degli ultimi mesi ha salvato il campo dalla furia del Nure dello scorso 14 settembre. La piena, solamente a pochi metri di distanza, ha portato via auto, camion e un trattore. Il fato vuole che l’attività riprenda a quindici anni esatti di distanza da un altro alluvione che interruppe il calcio giocato a Ferriere. Il Nure in quella occasione si divorò una parte del campo, accorciandolo di diversi metri e rendendolo inadatto ad ospitare partite dei campionati dilettantistici. «Forse siamo stati decisivi – spiega Paolo Casella, uno dei ragazzi che ha dato vita a questo progetto - perché in questi mesi abbiamo pulito rovi, cespugli e piante che erano cresciute a dismisura tra il campo e il torrente. Già nei giorni precedenti alla nostra prima amichevole – giocata due giorni prima dell’alluvione – avevamo “subito” l’incursione notturna di talpe e numerosi cinghiali, fortunatamente la piena ci ha risparmiato». 10344799_1606509642900744_208286757371886251_n-2

Allenarsi in paese e disputare le partite (solitamente al venerdì sera) sul campo “amico” è anche un modo per ravvivare Ferriere, che così si trova almeno 50-70 persone in più (tra giocatori e tifosi) in giro per il paese durante la stagione invernale. Intanto la squadra, composta in prevalenza da giovani e “vecchie glorie” del posto più qualche “oriundo” degli altri paesi della Valnure, ha incamerato i primi tre punti della stagione nel campionato provinciale di calcio a 11 Csi con un sonante 5-0 al Piozzano. L'avventura è cominciata bene.

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