Dai furti sulle auto alle rapine coltello in pugno, 35enne in manette

Diciotto capi di imputazione per furti, rapine, ricettazione, porto di oggetti atti all'offesa e allo scasso, guida sotto l'effetto di droga e lesioni aggravate. In manette un 35enne tossicodipendente

Immagine di repertorio

Diciotto capi di imputazione per furti, rapine, ricettazione, porto di oggetti atti all'offesa e allo scasso, guida sotto l'effetto di droga e lesioni aggravate. Con queste accuse è finito dietro le sbarre Guido Berticelli, 35enne di Bergamo. I carabinieri della stazione di Piacenza Principale lo hanno rintracciato e arrestato l'11 luglio a Rogoredo (Milano) dopo l'emissione della misura cautelare in carcere da parte del gip Giuseppe Bersani. Era andato nel Milanese per comprare eroina.

Berticelli nel solo mese di marzo e nei primi giorni di aprile ha collezionato tre denunce per ricettazione, tre per porto abusivo di oggetti atti all'offesa, sei per arnesi da scasso, una per un furto, una per lesioni aggravate e due per rapina. Un escalation di reati via via sempre più gravi che hanno portato il pm Matteo Centini a chiedere la custodia cautelare in carcere. Per procurarsi i soldi per comprare le dosi di eroina era solito rubare sulle auto, e a sottrarre targhe ai veicoli con le quali sostituire quelle delle sua Peugeot 106 quando aveva l'intenzione di "entrare in azione". Una condotta criminale continuata e sempre più violenta: prima di essere arrestato è riuscito a rapinare due prostitute nella stessa sera, rompendo a una delle due un polso. 

I FURTI - L'8 marzo Bertocelli aveva scippato la borsetta a una ragazza cinese ai Giardini Margherita: era stato bloccato da due passanti e consegnato alla polizia municipale. Il 10 marzo i poliziotti delle volanti lo avevano fermato in viale Sant'Ambrogio con una tv Samsung da 40 pollici, una bicicletta, pinze, forbici e altri oggetti. Il 21 marzo era stato trovato in possesso di due pistole a salve senza tappo rosso e di una barra di metallo di 40 centimentri.  I carabinieri di Fiorenzuola lo avevano poi fermato il 22 marzo in un'area di servizio: a bordo dell'auto aveva targhe di un Ducato rubato, un portafoglio, un navigatore, un cellulare e un bancomat, tutti oggetti rubati. Aveva inoltre nel baule un cutter, cacciaviti, chiavi inglesi.   In un'altra occasione, il 28 marzo era stato fermato a Cadeo con due cacciaviti, un tronchese, un seghetto, una smerigliatrice e delle fascette, ma aveva anche altre due targhe di un'auto risultata rubata. Il 5 e 6 aprile era stato bloccato con scalpelli, cacciaviti, tronchesi e pinze. 

LE RAPINE - Il 25 marzo gli episodi più gravi. E' riuscito a mettere a segno due rapine nel giro di trenta minuti. La prima vittima era una prostituta romena di 30 anni che stava lavorando a Barriera Milano. L'aveva affiancata in auto e le aveva strappato la borsetta puntandole un coltello, poi le aveva rubato il cellulare. La donna aveva immediatamente chiamato le forze dell'ordine fornendo il modello dell'auto e il colore. Dopo mezz'ora il secondo colpo. La vittima era una lucciola albanese di 29 anni. Dopo averla caricata in auto ed essersi appartati, Bertocelli aveva estratto di nuovo il coltello e l'aveva minacciata. La donna gli aveva consegnato 170 euro e in un attimo di distrazione era riuscita a spruzzargli in viso lo spray al peperoncino, poi aveva cercato di scendere dall'auto ma il 35enne aveva ingranato la retromarcia, lei era caduta sull'asfalto e si era rotta un polso. Di qui l'accusa di lesioni aggravate. I carabinieri della stazione Principale avevano immediatamente capito che poteva trattarsi del Bertocelli e infatti entrambe le donne lo avevano riconosciuto da una fotografia. Ulteriori accertamenti e indagini avevano fatto poi chiudere il cerchio. Ora si trova alle Novate. 

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