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Dai vertici in prefettura: «Rimangono nove i casi piacentini, 44 posti letto saranno pronti all’ospedale»

La prefettura di Piacenza nella serata del 23 febbraio ha diramato un comunicato che precisa le disposizioni per il territorio

Nella giornata di domenica 23 febbraio si sono susseguite varie riunioni sia a livello locale che con i referenti nazionali della Protezione civile al palazzo della prefettura di Piacenza. Alla riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.), tenutasi in mattinata, coordinato dal prefetto, Maurizio Falco erano presenti il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino, i rappresentanti delle forze di polizia, del comando provinciale dei vigili del fuoco, del presidente della Provincia, dei comuni di Piacenza, Fiorenzuola, Castelsangiovanni.

Le informazioni ufficiali riferite dal direttore generale dell’Ausl di Piacenza, sin dalla mattina, hanno delineato «un quadro più preoccupante rispetto a ieri» alla luce di ulteriori sei casi di coronavirus accertati nel territorio piacentino portando quindi a 9 i casi complessivi sul nostro territorio.

Tra le prime indicazioni è stato chiesto di attivare i Coc (centri operativi comunali) dei comuni interessati da casi accertati (Piacenza, Castelsangiovanni e Podenzano, si tratta di persone tutte in carico all'ospedale di Piacenza, di cui 4 in isolamento domiciliare e gli altri 5 ricoverati, tutti venuti a contatto con il "focolaio lodigiano" del virus) nonché di Fiorenzuola per consentire veloci e puntuali interazioni tra livello comunale e livello provinciale.  Successivamente vi sono stati collegamenti, in audio e video conferenza, con il centro di coordinamento nazionale presieduto dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, coadiuvato dal commissario straordinario della Protezione civile. Nel corso del confronto con le autorità centrali del dipartimento di Protezione civile nazionale (Dpc) è stata sottolineata la particolare situazione della provincia di Piacenza per la contiguità all’area lombarda (lodigiana e cremonese) particolarmente colpita da casi di positività acclarata del virus.

I presidenti delle Regioni Lombardia – Veneto – Emilia Romagna – Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono stati nominati soggetti attuatori e ognuno di essi per il proprio territorio, incaricandoli di individuare le misure necessarie di prevenzione. Nella riunione pomeridiana, pur prendendo atto che i casi di Fiorenzuola della ditta Mae sono tutti negativi, come pure quelli riferibili al ristorante “Bellaria” di Rivergaro, si è deciso di monitorare costantemente il fenomeno attualizzando, ove necessario, le misure che saranno disposte a livello regionale con la particolare situazione locale.

LE DECISIONI PRESE IN PREFETTURA DOMENICA 23 FEBBRAIO

«Si conferma – recita testualmente il documento ufficiale diramato dalla prefettura al termine della riunione pomeridiana del 23 febbraio - la misura della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado sino al 25 febbraio 2020, con ipotesi di estenderla sulla base dell’ordinanza regionale perlomeno sino almeno al primo marzo;  - si confermano, altresì, tutte le misure già assunte dalla prefettura e dai comuni con le ordinanze del 22 febbraio con riguardo, in particolare, alla sospensione di tutte le manifestazioni ricreative pubbliche (compreso il carnevale), di quelle sportive e la chiusura degli impianti sportivi pubblici e privati. È stata accolta la richiesta del CCS rivolta al Direttore generale dell’AUSL di posizionare un posto medico avanzato (PMA) per il triage sia nei pressi dell’ospedale di Piacenza, di Fiorenzuola e di Castelsangiovanni ed è stato deciso di attivare canali informativi continui con i rappresentanti di tutte le professioni sanitarie. L’ingegner Baldino ha anche riferito che, per una migliore gestione dei casi di cittadini con patologie riferibili a questa emergenza, sarà dedicato, nei prossimi giorni, un piano del polichirurgico dell’ospedale di Piacenza con capienza di 44 posti letto.  Il CCS è riconvocato per la mattina di domani 24 febbraio».

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