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don Garilli, il sindaco Malchiodi e il presidente del C.A.I. Scorsoglio. In secondo piano la signora Giuseppina, vedova Merli

don Garilli, il sindaco Malchiodi e il presidente del C.A.I. Scorsoglio. In secondo piano la signora Giuseppina, vedova Merli

Dedicato a Francesco Merli il percorso sentieristico Rivergaro–Passo dello Zovallo

Lungo 62 chilometri è il cardine del sistema sentieristico piacentino che si sviluppa su 860 chilometri

Sabato 4 giugno,con inizio alle ore dieci, si è svolta, al passo dello Zovallo, la cerimonia di dedicazione del sentiero n.001 a Francesco Merli, il noto “responsabile” del settore  della sentieristica del C.A.I. di Piacenza, deceduto il 4 maggio 2015, in seguito a infarto. Il sentiero a lui intitolato parte da Rivergaro e, attraverso Ciregna, Prato della Cipolla, il monte Bue e il Lago Nero, raggiunge il Passo dello Zovallo dopo 62 chilometri di percorso. Alla presenza di numerosi soci del Sodalizio piacentino, della  vedova di Merli signora Giuseppina e di sua figlia, di Giovanni Malchiodi sindaco di Ferriere, del brigadiere Antonio Romano, comandante la caserma dei carabinieri di Farini Ferriere, del comandante la stazione della Guardia Forestale di Bettola Marco Carzaniga, il presidente della sezione del C.A.I. Aldo Scorsoglio ha commemorato l’amico scomparso. In particolare ha ricordato le sue doti di tenacia, la sua passione e la sua azione determinante per la costruzione e la manutenzione dell’imponente rete sentieristica provinciale che, lunga in totale 860 chilometri , grazie a lui, ha raggiunto un “livello di qualità invidiata anche da altre regioni”. Rimandava infine alla motivazione della dedica espressa in bacheca  che rammenta come “ in ogni suo intervento sul campo, vissuto da volontario ma realizzato come un professionista, c’erano l’entusiasmo ed il valore aggiunto dell’amicizia che ci faceva sempre sentire parte di un gruppo, di una grande famiglia…”.

Dopo l’intervento del Sindaco, cui premeva, tra l’altro,insistere sui danni arrecati alla montagna ferrierese dalla recente alluvione, prendeva brevemente la parola don Stefano Garilli, parroco di Ferriere e cappellano degli alpini, che faceva presente la sua partecipazione all’inaugurazione della “ferrata” al  Bivacco Sacchi molti anni or sono. Si procedeva quindi allo scoprimento della bacheca, tra l’applauso dei presenti.

La cerimonia si concludeva infine con la benedizione impartita da Don Stefano e il gruppone che spostava al tavolo all’aperto per un amichevole rinfresco che avrebbe fatto piacere a Francesco.

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