La Cgil piacentina a Bruxelles: "No all'Europa dell'austerità"

Da Piacenza a Bruxelles per dire no a una Europa dell'austerità e per ribadire l'importanza di una Europa del lavoro e della giustizia sociale. Sarà presente anche una delegazione della Cgil di Piacenza alla giornata di mobilitazione europea indetta domani

Da Piacenza a Bruxelles per dire no ad una Europa dell'austerità e per ribadire invece l'importanza di una Europa del lavoro, della giustizia sociale e della solidarietà. Sarà presente anche una delegazione della Cgil di Piacenza alla giornata di mobilitazione europea indetta dalla Confederazione europea dei Sindacati il 29 settembre.

Saranno presenti con le bandiere del sindacato piacentino esponenti del mondo della scuola, dei metalmeccanici, del comparto chimico-tessile, degli enti pubblici e dei pensionati. La mobilitazione è indetta in concomitanza anche a Roma, ma la Camera del Lavoro di Piacenza è stata chiamata a dare la propria partecipazione alla manifestazione in Belgio, a Bruxelles, dove si riuniranno, in concomitanza, anche i ministeri dell'Economia e delle Finanze dell'UE (Ecofin).

I delegati piacentini a Bruxelles Manuela Calza e Paola Poggi (Flc), Filippo Merli (Fp) Bruno Malvezzi (Fiom), Rolando Turci (Spi) e Mauri Frigoli (Filctem) affidano ad una nota le motivazioni della partecipazione e della protesta. "Tagli all'occupazione, alle pensioni, al welfare - spiegano - è questo ciò che i governi gli stati membri dell'UE stanno applicando o progettano di applicare per ridurre il debito pubblico. La 'terapia d'urto' adottata dai paesi europei ha come diretta conseguenza l'aumento delle misure di austerità con tagli ingenti alla spesa pubblica, ma secondo la Confederazione Europea dei Sindacati, tali misure, avranno l'effetto opposto a quanto auspicato. Il potere d'acquisto diminuirà e le prospettive di ripresa si allontaneranno".

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"Le misure di austerità - ha sottolineato la CES - sono ingiuste, poiché la crisi ha indebolito milioni di persone che ora saranno costrette a stringere ulteriormente la propria cinta". L'acuirsi della crisi finanziaria rende sempre più vulnerabili ed insicuri 23 milioni di lavoratori in Europa e milioni di cittadini europei, con tensioni sociali in crescita quasi ovunque. Un'ondata di scioperi, proteste e manifestazioni, la più consistente degli ultimi decenni, sta coinvolgendo tutti i paesi europei, per contrastare una serie di manovre economiche e finanziarie che complessivamente costeranno 750 miliardi di euro".

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