Delitto di Tuna, vittima probabilmente un indiano. Perquisizioni nelle aziende agricole

Sono ore concitate per le indagini sul cadavere trovato in un sacco sotto il ponte. L'uomo ucciso è probabilmente di origine indiana e avrebbe lavorato in una stalla della provincia

I carabinieri del Nucleo investigativo e della stazione di Rivergaro sul luogo del macabro ritrovamento

Proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri per il caso dell’uomo trovato ucciso e chiuso in un sacco gettato in Trebbia sotto il ponte di Tuna. Proprio mentre scriviamo sono in corso perquisizioni in molte cascine agricole della provincia poiché è probabile, stando ai più recedenti sviluppi investigativi, che la vittima lavorasse in una di queste. Anche se al momento nessuno lo conferma. Il cadavere non è ancora stato identificato con certezza, ma sembra che i militari del Nucleo investigativo di Piacenza, coordinati del pm Emilio Pisante, siano ad un passo dal dare un nome a quel corpo. 

L’ipotesi più avvalorata - per il momento - è quella di un ragazzo di origine indiana che avrebbe prestato opera, forse come addetto alle stalle, in una delle tante aziende agricole della provincia, ma la conferma arriverà solamente non appena sarà possibile rilevare con certezza le impronte digitali: nonostante infatti le pessime condizioni del cadavere a causa della decomposizione nei sacchi sotto il sole per giorni, gli inquirenti sarebbero ad un passo dal riuscire tecnicamente a rilevarle con sufficiente precisione.
Dunque, le numerose perquisizioni e anche le tante persone convocate e ascoltate dai carabinieri della caserma di Rivergaro, fanno pensare che si tratti di un delitto totalmente maturato e avvenuto nel Piacentino.
Ancora invece da stabilire la causa della morte e la data precisa: valutazioni medico legali che arriveranno solamente nelle prossime ore con i risultati degli ulteriori esami disposti dalla procura di Piacenza.

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